Le profondità marine hanno sempre suscitato la curiosità degli studiosi, ma ancora oggi nascondono molti segreti sulle popolazioni di pesci che le abitano.
Uno studio recente sul marlin blu (Makaira nigricans), il grande pesce reso celebre da Hemingway ne Il Vecchio e il Mare, sta rivelando risultati sorprendenti.
Il Marlin blu è noto per essere un pesce migratore molto vulnerabile che popola le acque pelagiche tropicali e subtropicali degli oceani Atlantico, Pacifico e Indiano.
Veloce predatore oceanico
La biologia e l’ecologia spaziale di questa specie nell’Atlantico settentrionale orientale sono poco conosciute, nonostante il marlin blu sia intensamente sfruttato dalla pesca commerciale. In questo contesto, gli studi sono fondamentali perché offrono informazioni preziose per futuri programmi di conservazione.
Una ricerca condotta nelle acque dell’Atlantico nord-orientale “First insights into the movements and vertical habitat use of blue marlin (Makaira nigricans) in the eastern North Atlantic”, pubblicata su Animal Biotelemetry, esplora i movimenti e l’uso dello spazio del marlin blu. I risultati del monitoraggio, ottenuti tramite rilevamenti satellitari, tracciano i movimenti del Marlin blu al largo di Madeira, in Portogallo, permettendo di analizzare informazioni inedite sull’uso dell’habitat di questo veloce predatore oceanico.
Gli animali sono stati seguiti per un periodo compreso tra 24 e 83 giorni nelle acque tra Madeira e le zone pelagiche al largo delle Isole Canarie, delle Isole di Capo Verde, nonché lungo la piattaforma continentale dell’Europa e dell’Africa.
Durante lo studio i ricercatori hanno potuto constatare che, sebbene tutti gli individui riuscissero a immergersi a profondità superiori a 200 metri (il massimo registrato è stato 336 metri) il 71% del tempo veniva trascorso nei primi 5 metri della colonna d’acqua, fattore che rendono il marlin blu molto vulnerabile alla pesca con palangari di superficie.
Interessante anche il rilevamento delle temperature dell’acqua, tra 12 a 28,6 °C, durante il quale i ricercatori hanno notato che la maggior parte del tempo i marlin lo trascorrono in acque comprese tra 20 e 26 °C. Questi dati mostrano differenze nella preferenza della profondità, con un uso delle acque superficiali durante la notte e attività di immersione durante il giorno, prevalentemente oltre i 50 metri.
L’importanza di studi come questo è cruciale, perché offre un quadro preciso sui comportamenti di questi pesci, che sono sempre stati pescati in gran numero, portandoli oggi a un livello di vulnerabilità significativo.
Ora spetta all’uomo utilizzare queste informazioni per rendere la pesca più sostenibile.
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