Al Forum Politico di Alto Livello sullo Sviluppo Sostenibile (HLPF) delle Nazioni Unite, in corso dal 5 al 15 luglio a New York, il Direttore Generale della FAO, QU Dongyu, ha dichiarato: «Rischiamo seriamente di dover affrontare una crisi di accesso al cibo ora, e probabilmente una crisi di disponibilità alimentare per la prossima stagione. Tutto questo mette a rischio i nostri sforzi per raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile».
L’HLPF è la principale piattaforma delle Nazioni Unite per seguire e rivedere l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e gli Obiettivi di sviluppo sostenibile a livello globale.
«Dobbiamo prevenire l’accelerazione delle tendenze all’insicurezza alimentare nei prossimi mesi e anni» ha continuato Qu Dongyu.
Il Direttore Generale della FAO ha delineato le 4 misure che la comunità internazionale deve adottare per affrontare questa situazione:
- la produzione alimentare a livello nazionale deve essere ampliata
- sono necessari contanti e input critici per la produzione di cereali e ortaggi e per proteggere il bestiame con trattamenti, vaccinazioni, mangimi e acqua
- le filiere agroalimentari e le catene del valore devono essere rafforzate con l’impegno del settore pubblico e privato, per sostenere i piccoli agricoltori e le famiglie
- i mezzi di sussistenza, i sistemi agroalimentari e le economie devono essere protetti dagli shock futuri.
Per mitigare l’impatto del conflitto sull’insicurezza alimentare sono necessari una maggiore produttività sostenibile, il rafforzamento delle capacità di fornire servizi e prodotti di base e un maggiore accesso a strumenti finanziari innovativi e servizi digitali.
Investire nell’agricoltura è conveniente
La FAO sostiene che gli aiuti alimentari tempestivi sono necessari, ma occorre prestare maggiore attenzione alla produzione di cibo nutriente a livello locale. Solo l’8% di tutti i finanziamenti per la sicurezza alimentare nelle emergenze va a sostegno della produzione agricola, ma investire nell’agricoltura e nei mezzi di sussistenza rurali è da sette a dieci volte più efficace dal punto di vista dei costi rispetto all’assistenza tradizionale.
«Dobbiamo mettere in atto politiche che aumentino la produttività e proteggano le risorse naturali» ha detto Qu.
Qu ha anche parlato della necessità di garantire un uso migliore e più efficiente dei prodotti e degli input disponibili, citando gli esempi dello stress idrico globale, della perdita e dello spreco di cibo e dell’uso più efficiente dei fertilizzanti.
Ridurre i costi commerciali per promuovere la sicurezza alimentare
«Un commercio efficiente può promuovere la sicurezza alimentare mondiale e una nutrizione migliore» ha affermato QU Dongyu, presentando la pubblicazione “faro” della FAO: “La situazione dei mercati dei prodotti agricoli di base 2022”.
Il rapporto sottolinea che la globalizzazione dei mercati agroalimentari ha sollevato preoccupazioni riguardo alle conseguenze del commercio su ambiente e società.
Attualmente, un numero maggiore di Paesi commerciano tra loro e il mercato agroalimentare mondiale è più equilibrato rispetto al 1995. Tuttavia, la geografia commerciale mappata nel rapporto SOCO 2022 evidenzia, nonostante la crescita della ricchezza globale, come la fetta attribuita ai Paesi a basso reddito non sia cambiata molto e come i divari di produttività agricola tra i paesi possano essere enormi.
Uno dei motivi è che i maggiori costi commerciali – legati a tariffe, assicurazioni, procedure di esportazione e importazione, ritardi alle frontiere e necessità di rispettare numerose misure e norme non tariffarie – possono ostacolare l’integrazione e influenzare la trasformazione strutturale delle economie.
Nei Paesi a basso reddito, i costi commerciali possono far aumentare il prezzo del prodotto finale del 400% in più, cifra molto più elevata rispetto ai beni scambiati tra Paesi ad alto reddito.
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