In occasione della Giornata Nazionale del Paesaggio, il MIBAC (Ministero per i Beni e le Attività Culturali) ha assegnato un riconoscimento al progetto “Il restauro dei manufatti irrigui: acqua, saperi e cura del paesaggio” presentato dal Parco del Ticino in partenariato con il Politecnico di Milano nell’ambito dell’edizione 2025 -2026 del Premio del Paesaggio del Consiglio d’Europa e del Premio Nazionale del Paesaggio.
Dice la motivazione del riconoscimento: «Per la capacità di attivazione di un grande cantiere di manutenzione straordinaria del complesso di infrastrutture e di opere che hanno consentito la funzionalità idraulica della campagna padana, soprattutto per gli aspetti di irrigazione e drenaggio e che costituiscono un esempio di sapere tecnologico tradizionale e identitario. Il progetto di manutenzione e preservazione dei manufatti e dispositivi, fondamentali per garantire l’equilibrio idrologico ed ecologico del paesaggio del Parco Lombardo della Valle del Ticino, associata alla cura e alla trasmissione dei saperi tradizionali, ha permesso di riattivare un intero sistema che può essere utilizzato ancora oggi grazie al sapiente lavoro di restauro conservativo compiuto con l’utilizzo di materiali a basso impatto».

A ritirare il riconoscimento c’erano il Presidente Ismaele Rognoni, la Responsabile del Settore Pianificazione e Paesaggio Francesca Trotti e la Prof.ssa Paola Branduini del Politecnico di Milano, Laboratorio ABC. © Parco del Ticino
Gestione del territorio protetto
Un riconoscimento che premia la gestione pluriennale del territorio da parte dell’Ente magentino. «Voglio sentitamente ringraziare il Direttore De Paola, la Dott.ssa Trotti, il Dott. Bove, l’Arch. Saibene dell’Ente Parco, la Prof.ssa Branduini del Politecnico di Milano, l’Arch. Garanzini e le cooperative sociali Officina e Cascina Biblioteca per l’ottimo lavoro svolto che ci ha permesso di ricevere una segnalazione particolare nell’ambito del Premio Nazionale del Paesaggio» dichiara il Presidente del Parco del Ticino, Ismaele Rognoni, che ha ricevuto il riconoscimento presso la Sede del Ministero della Cultura.
Fondamentale per l’approccio multidisciplinare del progetto e della candidatura la stretta sinergia e confronto tra il Settore Agricoltura e il Settore Pianificazione e Paesaggio del Parco, oltre che con il supporto scientifico del Politecnico e di professionisti qualificati.
Le azioni plurime per il recupero funzionale della rete irrigua hanno dimostrato efficacia concreta nel contrasto alla siccità, garantendo la ricarica delle falde e la tutela di agroecosistemi unici. Particolare menzione va all’aspetto sociale, che attraverso il coinvolgimento di persone in condizioni di fragilità, restituisce al paesaggio rurale il suo ruolo di generatore di coesione e identità collettiva.
«Sono molto contenta di questo premio, perché riconosce fondamentale la gestione del paesaggio come patrimonio, sia della sua componente materiale. In questi anni di collaborazione, l’Università ha cercato di porsi nel ruolo di facilitatore della trasmissione dei saperi tra gli enti preposti alla tutela del paesaggio quali l’Ente Parco e i professionisti (come muratori e agricoltori) che mantengono in prima persona il paesaggio» ha aggiunto la professoressa Paola Branduini, del Politecnico di Milano.
Impatto sociale e inclusione
Tutte le attività del progetto sono state accompagnate da azioni di inclusione sociale e lavorativa: almeno il 30% delle squadre operative che hanno collaborato è composto da persone svantaggiate, al fine di rafforzare la dimensione sociale e solidale del paesaggio come bene comune e promuovere valori di inclusione, equità e partecipazione, coerenti con i diritti europei fondamentali.
Se non vuoi perderti i prossimi articoli, iscriviti alla newsletter.
riproduzione consentita con link a originale e citazione fonte: rivistanatura.com




