Il peperoncino (Capsicum annuum), varietà piccola e molto piccante del peperone, è una solanacea dal carattere molto esigente.
Attecchisce con facilità, ma ha bisogno di cure costanti. Temperatura, luce, irrigazione e concimazione devono essere ben gestiti in modo che il peperoncino non soffra.
La temperatura è importantissima, specie se si vogliono ottenere frutti piccanti. Mai le piante devono essere esposte a temperature di 0-4 °C o superiori a 30 °C, potrebbero subire danni irreversibili.
Sensibile anche allo stress idrico, la mancanza di acqua provoca l’arresto della vegetazione e della fruttificazione fino ad arrivare a danni come la lignificazione della pianta e una fase di senescenza improduttiva. D’altra parte, irrigazioni abbondanti o frequenti causano ristagni d’acqua, marciumi delle radici e del colletto.
Tanta fatica, dunque, per ottenere un peperoncino che potremmo definire un ottimo alleato della nostra salute, in particolar modo del nostro cuore.
L’evidenza, precedentemente emersa da studi condotti in Cina e negli Stati Uniti, ha trovato conferma anche in una ricerca italiana, nella quale gli autori sono giunti a dimostrare che, nelle persone che consumavano peperoncino quattro o più volte a settimana, il rischio di morire era più basso.
Secondo altri studi pubblicati, il peperoncino avrebbe inoltre, un’azione antibatterica e vasodilatatrice, tiene sotto controllo i valori del colesterolo e della pressione sanguigna.
I suoi benefici derivano da un mix di sostanze antiossidanti presenti al suo interno: vitamina C, carotenoidi, polifenoli. Ma il merito principale è da sottoscrivere alla capsaicina, la principale molecola contenuta nella bacca e responsabile della sua piccantezza, che può variare in maniera molto significativa tra una varietà e l’altra.

I peperoncini piccanti più famosi
- Infinity Chili. Facente parte della specie Capsicum chinense, questo peperoncino è rimasto nel Guinness dei Primati per sole due settimane, rendendo famoso un ristorante del Lincolnshire che lo impiegava per cucinare un curry dalla piccantezza estrema.
- Naga Viper. Creato in Inghilterra dall’agricoltore Gerald Fowler, è un ibrido sterile, è stato inserito nel Guinness World Record nel 2011.
- Scorpione di Trinidad. Il Trinidad Moruga Scorpion è grande in piccantezza e in dimensioni, in confronto ai suoi simili; è un peperoncino ingannatore, poiché non rivela immediatamente la sua vera natura.
- Carolina Reaper. Il “mietitore della Carolina” merita il suo nome per un contenuto in capsaicina tanto elevato da provocare una sensazione urticante anche alla pelle. Ottenuto per la prima volta dal coltivatore della Carolina del Sud Ed Currie, è entrato nel Guinness nel 2013.
- Pepper X. Selezionato dallo stesso creatore del Carolina Reaper, è un peperoncino-limite per il consumo umano a causa della sua estrema piccantezza.
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