L’Italia si conferma oltre gli obiettivi fissati sia per il 2025 sia per il 2030 per quanto riguarda il riciclo organico delle bioplastiche compostabili. Il tasso di riciclo al netto degli scarti è stato infatti pari al 56,9% dell’immesso al consumo. La quota di popolazione nazionale servita dalle convenzioni siglate dal consorzio Biorepack con i Comuni o con i soggetti gestori della raccolta sale di 10 punti rispetto all’anno scorso e sfiora i 3/4 del totale nazionale.
Sono questi, in estrema sintesi, i risultati più rilevanti contenuti nella relazione annuale di gestione relativa all’anno 2023 di Biorepack, Consorzio nazionale per il riciclo organico degli imballaggi in plastica biodegradabile e compostabile, presentata a Milano nel corso dell’assemblea dei consorziati.
«I risultati 2023 confermano l’efficacia dell’operato del consorzio e sottolineano l’importanza di costruire alleanze e sinergie con gli enti che sul territorio si occupano della raccolta dei rifiuti. In questo modo, si possono offrire migliori servizi per i cittadini e soprattutto si riesce a valorizzare le matrici organiche e compostabili, risorse preziose perché possono essere restituite alla terra sottoforma di compost, contribuendo a contrastare degrado, desertificazione e dipendenza dai fertilizzanti chimici» commenta il presidente di Biorepack, Marco Versari.
«I risultati di riciclo organico delle bioplastiche compostabili sono positivi e confermano la bontà del modello utilizzato dall’Italia per avviare a riciclo la frazione organica dei propri rifiuti che, è bene ricordarlo, rappresenta oltre il 35% del totale di tutti i rifiuti prodotti nelle case italiane. Il binomio bioplastiche compostabili/scarti organici è la via più efficace, efficiente ed economica per massimizzare lo sfruttamento di materie prime preziose che anziché andare in discarica o incenerimento possono diventare compost da destinare al settore agricolo» prosegue Versari.
L’impatto negativo dei materiali non compostabili
Biorepack sottolinea l’importanza della corretta raccolta differenziata da parte dei cittadini: «Il risultato di riciclo 2023 è lievemente inferiore al 2022 e tale diminuzione è dovuta principalmente all’elevata presenza di materiali non compostabili (MNC), rifiuti composti principalmente da plastiche tradizionali, vetro e metalli che all’interno degli impianti di trattamento devono essere eliminati attraverso complesse e costose operazioni di separazione. Tali azioni eliminano le matrici compostabili, principalmente scarti di cucina e verde e, purtroppo, anche le bioplastiche compostabili».
Il tasso di riciclo delle bioplastiche potrebbe essere già ora ben maggiore, qualora si riducesse la presenza di frazioni estranee nell’umido. È su questo che occorre concentrare gli sforzi di tutti gli attori coinvolti.
Proprio la corretta comunicazione su come si effettua la raccolta differenziata dei rifiuti umidi e compostabili è una delle attività che il consorzio Biorepack sta portando avanti, collaborando con gli enti locali convenzionati.
Insieme ai soggetti consorziati, Biorepack anche nel 2023 ha sviluppato iniziative di comunicazione per aiutare gli enti locali a rendere più consapevoli i propri cittadini sul valore collettivo e ambientale degli scarti umidi e degli imballaggi compostabili. Al fine di sostenere economicamente le campagne degli Enti locali, è stata realizzata la seconda edizione del Bando comunicazione locale, finanziato con 200.000 euro.
Se non vuoi perderti i prossimi articoli, iscriviti alla newsletter.
riproduzione consentita con link a originale e citazione fonte: rivistanatura.com





