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4.800 IMPRESE

L’Italia è prima nel riciclo e l’industria del riciclo cresce con oltre 200mila occupati

In un momento di congiuntura economica negativa servono misure incisive per rafforzare la domanda di materie prime seconde prodotte col riciclo

L’Italia è prima nel riciclo e l’industria del riciclo cresce con oltre 200mila occupati
Conferenza Nazionale dell’Industria del Riciclo.

Redazione Redazione 18 Dic 2022

In 25 anni, sullo slancio della riforma avviata col D.lgs 22 del 1997, l’Italia è passata dall’emergenza rifiuti all’eccellenza nel riciclo. Oggi il nostro Paese è leader europeo del riciclo dei rifiuti e l’industria del riciclo ha conosciuto una crescita costante quantitativa e qualitativa.

In occasione della Conferenza Nazionale dell’Industria del Riciclo, la Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile ha presentato il rapporto “Il Riciclo in Italia 2022” (scarica qui il documento).

Industria del Riciclo

Oltre 25 milioni di tonnellate di materie prime seconde prodotte

L’industria italiana del riciclo è in costante crescita: 4.800 imprese, 236.365 occupati, 10,5 miliardi di valore aggiunto, oltre 25 milioni di tonnellate di materie prime seconde prodotte.

Nel 1997 la raccolta differenziata dei rifiuti urbani era solo del 9,4%; nel 2020 la raccolta differenziata dei rifiuti urbani è arrivata al 63%.

Questo cambiamento nella gestione di rifiuti ha alimentato la crescita dell’industria italiana del riciclo, diventata un comparto rilevante e strategico del sistema produttivo nazionale.

Nel complesso la produzione di materiale riciclato è aumentata del 13,3% tra il 2014 e il 2020. L’industria del sistema italiano produce ingenti quantità di materiali riciclati:

  • 12milioni e 287 mila tonnellate di metalli, in gran parte acciaio;
  • 5 milioni e 213 mila tonnellate di carta e cartone;
  • 2 milioni 287 mila tonnellate di pannelli di legno truciolare;
  • 2 milioni e 229 mila tonnellate di vetro riciclato;
  • un milione e 734 mila tonnellate di compost;
  • 972 mila tonnellata di plastica riciclata.

«Il settore del riciclo, pilastro fondamentale di un’economia circolare, è strategico per non sprecare risorse preziose, per non riempire il Paese di discariche, per recuperare materiali utili all’economia e ridurre le emissioni di gas serra» ha detto Edo Ronchi, Presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile.

Industria del Riciclo

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Primato italiano in Europa

L’ Italia nel 2020 ha riciclato il 72% di tutti i rifiuti, urbani e speciali-industriali. Si tratta di un primato europeo: la media Ue è del 53% e il 55% quella della Germania.

Anche per la gestione dei rifiuti d’imballaggio, l’Italia è un’eccellenza europea del riciclo con più di 10,5 milioni di tonnellate avviate a riciclo, pari al 73,3% nel 2021, superiore non solo al target europeo del 65% al 2025 ma, con 9 anni di anticipo, anche al target europeo del 70% al 2030.

Industria del Riciclo

© CC BY-SA 3.0

Le performance delle 19 filiere del riciclo

I dati sono stati pubblicati nel rapporto “Il Riciclo in Italia 2022”, realizzato dalla Fondazione Sviluppo Sostenibile e presentato in occasione della Conferenza Nazionale dell’Industria del Riciclo, “L’eccellenza del riciclo e le sfide future”, in collaborazione con Conai.

Carta e vetro

Il tasso di riciclo degli imballaggi di carta nel 2021 ha raggiunto l’85% e per il vetro il 77%, superando il target europeo al 2030. Nel 2021 il 63% di carta e cartone e il 61,6% di vetro prodotti in Italia provengono da riciclo.

Imballaggi in plastica

Al 2021 la percentuale di riciclo dei rifiuti di imballaggi in plastica ha raggiunto il 56%, + 14%, rispetto al 2016, superando il target del 55% al 2030.

Allumino e acciaio

Al 2021 la percentuale di riciclo degli imballaggi di alluminio sull’immesso al consumo ha raggiunto il 68% e la percentuale degli imballaggi in acciaio il  72%. L’Italia è il leader europeo nel riciclo del rottame di ferro.

Legno

Nel 2021 la percentuale di riciclo sull’immesso al consumo degli imballaggi in legno ha raggiunto il 65%, a fronte di una media UE del 32,4%. Il 97% del materiale legnoso riciclato in Italia viene trasformato in pannelli truciolari settore dove l’Italia è un’eccellenza mondiale.

Bioplastiche

Nel 2021 sono state prodotte 1,6 Mt di bioplastiche compostabili, in crescita rispetto al 2020 (+25%). Con il riconoscimento del Consorzio Biorepack, il riciclo organico potrà arrivare a 51,6 kt nel 2024.

Frazione organica

Nel 2020 sono state avviate a riciclo 7,2 Mt di rifiuti organici e sono state ricavate circa 2,2 Mt di compost e circa 130 M m3 di biometano. Prioritario migliorare gli impianti per produrre compost di qualità e biometano.

Pneumatici

Nel 2020, in Italia sono state gestite oltre 442 mila tonnellate di PFU e nel 2021 circa il 52% è stato destinato al recupero di energia e il 48% al recupero di materia. Per far fronte alle possibili limitazioni dell’uso degli intasi di gomma per campi sintetici è atteso il decreto ministeriale per l’utilizzo di polverino per asfalti modificati.

RAEE

Nel 2021 sono state avviate a trattamento 385.000 t di RAEE, + 5,3% rispetto al 2020, ma ancora lontano dal target Ue del 65% per il 2019 e non adeguato alla crescita del 16,6% nel 2021 della vendita di apparecchiature elettriche ed elettroniche.

Pile e accumulatori

Nel 2021 sono state raccolte 10.200 t di pile e accumulatori portatili esausti, in calo del -7,4% rispetto al 2020, pari al 32% dell’immesso nell’ultimo triennio, ancora lontano dal target europeo del 45% in vigore dal 2016.

Oli minerali esausti

Nel 2021 gli oli e grassi vegetali e animali avviati a riciclo sono stati 77.000 tonnellate, in crescita del 5% rispetto al 2020. Rigenerato il 98% del raccolto.

Veicoli fuori uso

Nel 2020 sono state trattate 1,2 Mton di veicoli con un calo del 5,8% rispetto all’anno precedente. La filiera, da anni, ottiene una percentuale di reimpiego e riciclo dell’84,7% del peso medio del veicolo, in linea con il target dell’85% previsto per il 2015, ma non raggiunge il target Ue di recupero del 95% perché la filiera non dispone di impianti.

Rifiuti tessili

L’Italia ha anticipato al 1° gennaio 2022 l’obbligo della RD per i tessili, stabilito nell’Ue per il 2025. Le 143.300 tonnellate di rifiuti tessili raccolte e avviate al riciclo nel 2020, diminuite del 9% rispetto al 2019, dovrebbero crescere notevolmente nei prossimi anni.

Rifiuti inerti

Nel 2020 i rifiuti inerti da C&D avviati al recupero di materia sono stati 39,1 Mt, il 77,9% di quelli prodotti, oltre il target europeo del 70% in vigore dal 2020. Il DM “End of waste”, entrato in vigore il 4 novmbre 2022, non operando alcuna distinzione delle elevate qualità richieste in base agli usi a cui gli aggregati sono destinati, determinerebbe una restrizione delle quantità attualmente recuperate negli impianti esistenti, con notevole aumento di quelle da smaltire in discariche non disponibili.

Rifiuti da spazzamento stradale

Tra il 2016 e il 2020 è raddoppiata la raccolta, da 215 a 422 kt. Tuttavia, una quota ancora significativa è conferita in discarica senza alcun tipo di pretrattamento.

Fanghi di depurazione

Nel 2020 la gestione dei fanghi da trattamento acque reflue urbane ha riguardato oltre 3,4 Mt. Alle operazioni di smaltimento è stato avviato il 53,5% e il 44,1% alle operazioni di recupero.

Oli minerali

La filiera degli oli lubrificanti in Italia detiene un primato di eccellenza europeo. Da un lato il tasso di recupero dell’olio usato è oltre il 46% contro un 41% circa europeo; dall’altro la rigenerazione dell’olio raccolto raggiunge da alcuni anni il 98% (61% nell’Ue).

Solventi

Nel 2021 i reflui con solventi per il 77% sono stato riciclati, per il 21% smaltiti, e per il 2% avviati al recupero energetico.

 

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