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STORIE DI VERDE ROMANO

Il roseto di Roma Capitale, luogo magico in centro città

Il roseto di Roma Capitale, luogo magico in centro città

Luigi Spadoni Luigi Spadoni 20 Ago 2016

Nel cuore pulsante della Roma antica, lì, dove la storia trasuda da ogni centimetro di terra, lì, dove circa duemila anni fa correvano le bighe, c’è un luogo unico…il roseto di Roma Capitale.
L’antico roseto nacque nel 1932 sulle pendici del colle Oppio dall’idea del governatore Francesco Boncompagni Ludovisi e della contessa Mary Gayley Senni; quest’ultima grande appassionata di botanica. Questo primo sito del roseto, però, purtroppo, andò distrutto durante il secondo conflitto mondiale.
Il nuovo sito del roseto, invece, fu costruito sulle pendici dell’Aventino, area in cui nel terzo secolo a.C. sorgeva il tempio di Flora (Dea della fioritura delle piante agricole) e, più tardi, dal 1645 al 1934, fu anche un cimitero ebraico. In seguito allo spostamento di quest’ultimo presso il cimitero monumentale del Verano e a causa delle esigenze del secondo conflitto mondiale, l’area fu destinata ai cosiddetti “orti di guerra”, i quali, una volta sfruttati, lasciarono spazio a un’area incolta e dismessa fino al 1950 quando nacque il nuovo roseto. Come ringraziamento alla comunità ebraica, la quale permise la realizzazione del nuovo roseto, i vialetti che si possono percorrere nell’area dedicata ai nuovi tipi di rose, formano in pianta il disegno di una menorah, il candelabro a sette braccia, e, inoltre, agli ingressi del roseto è stata posta una stele con le Tavole della legge di Mosè.
L’attuale area, divisa in due sezioni da via di Valle Murcia, ha un’estensione di circa 10.000 metri quadrati e asseconda le dolci pendenze del colle su cui sorge assumendo una forma ad anfiteatro, come un simbolico abbraccio che vuole accogliere i visitatori nell’incanto di questo posto.
Il roseto ospita specie provenienti da tutto il mondo. Nella prima sezione si possono trovare le collezioni di rose botaniche (cioè primordiali; risalenti anche a 40 milioni di anni fa), antiche e moderne. La seconda sezione, più piccola della prima, invece, è dedicata alle nuove varietà di rose ibride, appena create e inviate da tutto il mondo per poter partecipare al concorso “Premio Roma” (istituito nel 1993 e di cui la stessa contessa Senni fu curatrice per diversi anni), che premia la creazione di nuove varietà di rose ibridando le specie già conosciute.
Qui ogni rosa che si incontra ha un riferimento storico o magico, come a voler ricalcare il contesto nel quale è inserita. Si possono trovare rose i cui colori o nomi rimandano a particolari contesti storico-culturali, o rose che possono meravigliare con effetti scenici degni delle migliori magie, come la rosa Mutabilis, il cui fiore è in grado di cambiare colore per ben sette volte nel giro di cinque giorni.
Il roseto è aperto, solitamente, da aprile a giugno, ma il periodo migliore per goderselo in tutto il suo splendore è sicuramente maggio. In questo mese migliaia di visitatori passeggiano e si rilassano fra mille colori e profumi. Il periodo è breve, un posto che nasce e muore come la bellezza di tutte le cose custodite al suo interno, ma che ogni anno rinasce come una araba fenice, migliore di prima e arricchita di nuove tipologie di rose.
Questo posto magnifico sovrasta il sottostante Circo Massimo e si affaccia di fronte ai Fori imperiali, quale luogo migliore per deliziare i propri occhi? Un mix storico-naturalistico che solo Roma può regalare…
Buona passeggiata!

© riproduzione riservata
riproduzione consentita con link a originale e citazione fonte: rivistanatura.com

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