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Viaggi e outdoor
Italia
storie di verde romano

Villa Doria Pamphilj, oasi verde a due passi dal centro di Roma

Villa Doria Pamphilj, oasi verde a due passi dal centro di Roma

Luigi Spadoni Luigi Spadoni 4 Set 2016

Villa Doria Pamphilj, situata nel quartiere Monteverde-Gianicolense, con i suoi 184 ettari, è la villa con il parco più grande fra quelli presenti nella città di Roma.
Non siamo vicinissimi al centro della città, ma neanche in periferia, eppure entrando al suo interno da uno dei suoi numerosi ingressi, si ha la sensazione di essere in aperta campagna. Si passa da aree più aperte, dove è possibile ammirare un panorama unico sulla città e sui Castelli romani, ad aree più boschive dove ci si ritrova immersi nel verde. Al suo interno è possibile fare bellissime passeggiate per godersi aria pulita, per rinfrancare i pensieri, oppure fare attività sportiva grazie ad aree attrezzate e percorsi benessere.
La villa, come molte altre presenti sul territorio romano, si origina da antiche tenute nobiliari di campagna, in particolare, l’edificio più antico risalente a prima del 1630, fu acquistato dal principe Pamphiljo Pamphilj (cognome della famiglia da cui prende il nome l’attuale villa), ed è conosciuta come “Villa Vecchia”. Questa non era altro che una tenuta di campagna contenente delle vigne. In seguito, nel 1644, il cardinale Giovanni Battista Pamphilj fu eletto al papato con il nome di Innocenzo X e per adeguare la tenuta al suo nuovo status sociale, decise di allargarla con la costruzione di una “Villa Nuova” e del Casino del Bel Respiro con i giardini annessi. I progetti furono affidati allo scultore Alessandro Algardi, al pittore Giovanni Grimaldi e al botanico Tobia Aldini, ma furono seguiti da vicino dal figlio di Innocenzo X. Inoltre fu ristrutturata la ”Villa Vecchia” e furono edificate alcune delle numerose fontane che abbelliscono la villa. Nel 1700 ci fu un grande ampliamento con l’acquisizione di terreni limitrofi e continuando a edificare fontane e portali.
Nel corso del 1800 fu teatro di una cruenta battaglia fra garibaldini e le truppe francesi, con quest’ultime che abbatterono la confinante Villa Corsini. Finita la battaglia, la famiglia Pamphilj pensò bene di acquisire le rovine di Villa Corsini e i terreni circostanti e vi costruirono l’arco dei quattro venti, che divenne così un ingresso monumentale alla villa. Inoltre ristrutturarono la palazzina Corsini, le serre poste di fronte alla “Villa Vecchia” e fecero costruire una Cappella Funeraria, ad oggi l’unico edificio rimasto proprietà della famiglia Pamphilj. Dal 1939 iniziarono i primi espropri da parte del Comune di Roma e dello Stato italiano (che acquisì il Casino del bel respiro e i giardini). Uno degli ultimi cambiamenti subiti dalla villa fu la costruzione della Via olimpica in occasione delle Olimpiadi del 1960 che divise Villa Pamphilj in due parti. L’apertura al pubblico avvenne in due momenti, la parte occidentale fu aperta nel 1965, mentre quella orientale nel 1971; solo la parte di proprietà statale a oggi resta chiusa al pubblico ed è sede della rappresentanza della Presidenza del Consiglio.
Questa villa così imponente, antica e ricca di storia, racchiude anche un importantissimo patrimonio botanico grazie a un’attenta selezione basata su diversi elementi: presenza numerica e rarità, o particolarità. L’area è ricca di specie arboree, arbustive ed erbacee. Fra le più diffuse si trova Cupressus sempervirens (Cipresso), Laurus nobilis (Alloro), Pinus pinea (Pino domestico) presente in una pineta storica, Quercus ilex (Leccio) che forma una lecceta nei pressi della “Villa Vecchia”, Quercus robur (Farnia) quercia tipica nelle zone più umide, Quercus Pubescens (Roverella), Quercus cerris (Cerro), Quercus frainetto (Farnetto), Ulmus minor (Olmo campestre).
Fra le specie rare si trovano: Aurucaria bidwilii una conifera originaria del continente australiano, le palme Beaucarnea longifolia (Nolina), Cycas revoluta (Cicas), Jubaea chilensis (Iubea), le palme americane Washingtonia robusta e Washingtonia filifera, le sequoie Sequoia sempervirens e le sequoie giganti Sequoiadendron giganteum.
Oltre a queste si trovano anche specie da collezione come L’Acero palmato, la Canfora, il fossile vivente Ginkgo biloba, la Magnolia, il Noce, il Salice.
All’interno della villa si trovano inoltre molte piante monumentali, spettacolari per le loro dimensioni e testimoni da centinaia di anni della storia di questo luogo. Fra queste, quelle degne di nota sono il Platano e il leccio nei pressi della “Villa Vecchia” e il Pioppo nero nei pressi del lago grande. Ogni specie arborea, comunque e contrassegnata da apposite etichette illustrative che ne spiegano le caratteristiche.
Vi invito a visitarla e a godervi una piccola campagna in città.
Come sempre vi auguro una buona passeggiata!

© riproduzione riservata
riproduzione consentita con link a originale e citazione fonte: rivistanatura.com

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