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Villa Borghese, il cuore verde di uno dei simboli di Roma

Villa Borghese, il cuore verde di uno dei simboli di Roma

Luigi Spadoni Luigi Spadoni 4 Giu 2017

Tu non potresti vedere nulla maggior di Roma

così scriveva Orazio e forse è quella la sensazione che si prova affacciandosi sulla famosa terrazza del Pincio, in Villa Borghese.
Il Parco di Villa Borghese occupa un’area molto estesa nel centro cittadino ed è una tra le ville romane con le più ricche testimonianze artistiche e paesaggistiche. Al suo interno sono racchiusi edifici, sculture, monumenti e fontane di illustri artisti dell’arte barocca, neoclassica ed eclettica, oltre ad alberi secolari, laghetti, giardini all’italiana e ampi spazi aperti.

La storia di Villa Borghese

La realizzazione della villa fu avviata nel 1606 dal cardinale Scipione Caffarelli Borghese (1576-1633) con l’acquisto di numerose vigne vicine a quella che era già una proprietà della famiglia. Altri acquisti si avvicendarono fino al 1609, occupando una vasta area lungo la via Pinciana e, in parallelo, iniziarono i lavori di costruzione del Casino Nobile, la creazione di viali e la recinzione della proprietà. Un’ulteriore estensione della villa incluse, poi, le aree oggi corrispondenti alla Valle dei Platani e al Bioparco, permettendo la creazione di una vasta zona adibita alla caccia.
Alla morte di Scipione, nel 1633, la villa era completata da diversi anni e aveva assunto l’aspetto che avrebbe conservato fino alla fine del secolo successivo.
La superficie totale aveva così raggiunto gli ottanta ettari ed era divisa in tre parti distinte. La prima corrispondeva alla porzione di parco di fronte al Casino Nobile, la seconda corrispondeva all’attuale Parco dei Daini, la terza comprendeva tutta la rimanente area da Piazza di Siena fino alla vasta estensione oggi occupata dal Bioparco.
Durante il 1700, la villa fu mantenuta e curata senza subire sostanziali modifiche fino al 1766, quando il principe Marcantonio IV (1730-1800) iniziò importanti lavori di trasformazione sui principali edifici e in modo sostanziale sul parco, rendendolo ancora più ricco di qualsivoglia opera d’arte.
Alla morte di Marcantonio IV successe il figlio Camillo (1775-1832) che, durante i primi anni del 1800, seppe dare alla magnificenza della Villa un notevole contributo avviando l’ampliamento della proprietà. Nel corso dell’Ottocento la Villa fu teatro di spettacolari manifestazioni e di feste popolari. Infatti, i principi Borghese erano ben noti al popolo romano per la loro accoglienza e inoltre offrivano, anche se a pagamento, numerosi svaghi: un piccolo serraglio al Giardino del Lago, il velodromo a piazza di Siena, gite in barca sul lago, tiro al piccione al Parco dei Daini, un ristorante al Casino dell’Orologio e latte e panna con cialde alla Casina delle Rose.
Dopo l’Unità d’Italia si aprì un contenzioso tra la famiglia Borghese e lo Stato italiano sul possesso della Villa, al termine del quale lo Stato italiano acquistò nel 1901 l’intero complesso monumentale. Successivamente, nel 1903, il Parco fu ceduto al Comune di Roma e poi fu totalmente aperto al pubblico.

La ricchezza botanica

La villa nel corso dei secoli ha acquisito una gran quantità di specie botaniche provenienti da tutto il mondo, come da tradizione per le maggiori ville romane.
Abbiamo Cycas, palme di San Pietro (Chamaerops umilis), palme delle Canarie (Phoenix canariensis), pini domestici (Pinus pinea), cipressi (Cupressus sempervirens), cedri (Cedrus spp.), araucarie (conifere del continente oceanico – ndr), bambù (Arundinaria japonica), canfore (Cinnamomum camphora), eucalipti (Eucalyptus globulus), magnolie (Magnolia grandiflora), bagolari (Celtis australis), numerose querce (Quercus spp.), lauri (Laurus nobilis), ulivi (Olea europea), pioppi (Populus spp.), tigli (Tilia spp.), platani (Platanus x orientalis), noci (Juglans spp.), catalpe (Catalpa hignonoides), castagni (Castanea sativa), aceri (Acer spp.), robinie (Robinia pseudoacia), alberi di Giuda (Cercis siliquastrum), ippocastani (Aesculus hippocastanum) e numerose altre specie.
La Villa è descritta nelle guide della città di tutte le epoche, è stata ritratta da artisti famosi ed è da sempre ispiratrice di celebri musiche e pagine di letteratura.
Villa Borghese racchiude la poesia di questa città e lascia trasparire ancora oggi, negli scorci inattesi del suo parco, lo splendore di un tempo. Consiglio di non perdervi il tramonto dalla terrazza del Pincio…pura magia!
Come sempre vi auguro buona passeggiata!

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