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storie di verde romano

Villa Torlonia: alla scoperta di uno dei luoghi più bizzarri di Roma

Villa Torlonia: alla scoperta di uno dei luoghi più bizzarri di Roma

Luigi Spadoni Luigi Spadoni 30 Dic 2016

Villa Torlonia, situata sulla via Nomentana, è una degli edifici più strampalati di Roma. Passeggiando per i suoi 132.000 mq, avrete la sensazione di percorrere diverse dimensioni spazio-temporali. Infatti, anche se di base ha la classica struttura del giardino all’inglese, in voga alla fine del 1700, nel tempo ha acquisito dimensioni storico geografiche tipiche delle ville ottocentesche, chalet che riconducono a paesaggi un po’ alpini e un po’ Harry Potter (per far felici anche i bambini), con diverse sculture e monumenti di epoche assai distanti fra loro.
La villa fu acquistata da Giovanni Torlonia, dai Pamphilij, nel 1797 per sancire il suo nuovo status di marchese e assegnò a Giuseppe Valdier il compito di renderla all’altezza delle altre ville romane. Tra il 1802 ed il 1806 l’edificio padronale fu convertito in un maestoso palazzo posto al centro di una serie di viali simmetrici, furono costruiti l’attuale Casino dei principi, le scuderie e un imponente ingresso demolito poi con l’ampliamento della via Nomentana.
Il successivo arricchimento artistico e architettonico, invece, fu opera dell’artista Giovan Battista Caretti con la supervisione del figlio di Giovanni Torlonia, Alessandro, che aveva una personalità molto eclettica. In questo arco temporale furono costruiti i Falsi ruderi, il Tempio di Saturno, un Anfiteatro, il Caffè-house e, in seguito, con la collaborazione di altri architetti il Teatro, l’Aranciera. Fu inoltre rinnovata tutta la parte Sud della villa con viali serpentiformi, laghetti e piante esotiche di ogni tipo a cui fanno da contorno lo Chalet Svizzero (detto attualmente Casino delle civette), la Serra, la Grotta Moresca, il Campo dei Tornei e due Obelischi in granito rosa. Venne costruito anche un villino medievale e nuove mura di cinta.
Nel 1925 la proprietà fu concessa a Benito Mussolini, fino al 1943. La villa passò al Comune di Roma solo nel 1977 e fu aperta al pubblico nel 1978.
Viste le personalità a dir poco originali dei rappresentanti della famiglia Torlonia, le specie botaniche che si ritrovano all’interno della villa sono le più disparate: l’Abete di Cefalonia, Bagolari, il Pino d’Aleppo, il Pino domestico, il Pino americano, diversi esemplari di Cedro del Libano, Lecci, Olivi, Allori, Oleandri, Tigli, Castagni, e numerosi alberi da frutto. Fra le specie esotiche non mancano le Palme, la Catalpa e numerose specie erbacee.
A mio parere il percorso più bello è quello che parte dall’ingresso principale di via Nomentana. Procedendo diritto lungo il viale si arriva alla Casina delle civette e in seguito il viale prosegue su un percorso che costeggia una piccola collina con andamento a spirale e i cui fianchi sono ricoperti da una folta vegetazione arborea e arbustiva sempreverde. A me ricorda molto i paesaggi forestali della California.
Villa Torlonia regala sensazioni fantastiche e, se osservata con occhio attento, è in grado di meravigliare chiunque la visiti.
Come sempre vi auguro buona passeggiata!

 

© riproduzione riservata
riproduzione consentita con link a originale e citazione fonte: rivistanatura.com

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