di Eugenia Mazzotti
Quando si parla di habitat naturali di prioritario interesse conservazionistico, raramente si pensa ai canali. Forse perché si tratta di ambienti ibridi, inseriti nel paesaggio agrario e modellati dall’attività umana. Eppure, questi corsi d’acqua artificiali non solo rivestono un ruolo fondamentale per l’agricoltura e le attività produttive, ma sono anche cruciali per la biodiversità e i servizi ecosistemici.
Un progetto ad hoc
Alla riqualificazione ecologica dei canali della Bassa Emilia è dedicato il progetto Life Green 4 Blue (2019-2025), promosso in collaborazione con Legambiente Emilia-Romagna, il Consorzio della Bonifica Renana e l’Università di Bologna. L’iniziativa prevede interventi strutturali mirati, tra cui la rimodellazione delle sponde e dell’alveo, l’adozione di tecniche innovative per la gestione della vegetazione riparia, la piantumazione di specie autoctone (alberi, arbusti ed erbacee) e la realizzazione di percorsi dedicati alla manutenzione e alla fruizione.
L’importanza della vegetazione
Uno degli obiettivi principali del progetto è il ripristino della vegetazione riparia caratteristica di questi ecosistemi, con particolare attenzione alla riforestazione acquatica attraverso un vivaio di piante autoctone istituito a Campotto, nel Parco del Delta del Po. Alcune specie, come le canne, contribuiscono alla filtrazione degli inquinanti e alla riduzione dell’erosione, mentre altre, come le ninfee, garantiscono ombreggiatura, abbassando la temperatura dell’acqua e migliorandone l’ossigenazione.
La gestione delle specie aliene
Dal punto di vista faunistico, particolare attenzione è rivolta al contenimento delle specie aliene invasive, tra cui la nutria (Myocastor coypus) e il gambero rosso della Louisiana (Procambarus clarkii). La nutria, scavando gallerie negli argini, ne compromette la stabilità, mentre il gambero rosso preda e compete con le specie autoctone, alterando l’equilibrio ecologico. Per contrastarne la diffusione, si stanno sperimentando interventi di sterilizzazione controllata per la nutria, mentre per il gambero rosso sono state avviate campagne di trappolaggio e modifiche strutturali agli argini per favorire la presenza dei suoi predatori naturali, come aironi cenerini e garzette.
I positivi ruoli dei canali artificiali
Nei territori in cui le attività agricole e l’urbanizzazione hanno ridotto le componenti naturali, i canali artificiali possono svolgere un ruolo strategico nella conservazione della biodiversità. Oltre a distribuire acqua nei periodi di siccità, offrono rifugio a numerose specie e rafforzano la rete dei corridoi ecologici. Investire nella loro gestione sostenibile significa aumentare la resilienza territoriale e mitigare il rischio di alluvioni, contribuendo a un futuro più sostenibile.
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