In Scozia sono rimasti soltanto 532 esemplari di galli cedrone, volatili che potrebbero estinguersi in circa 30 anni. Il gallo cedrone (Tetrao urogallus) è un grande uccello che fa parte alla famiglia dei tetraonidi, diffuso nelle fitte e tranquille foreste montane d’Europa.
Originario della Gran Bretagna, il gallo cedrone si estinse intorno al 1780 e la popolazione odierna discende da uccelli reintrodotti dalla Svezia a partire dal XIX secolo. Dagli anni ’70 però, i numeri sono tornati a diminuire. Per evitare una nuova estinzione, è stato lanciato un piano di emergenza che potrebbe portare all’introduzione di uccelli dall’Europa continentale per contribuire all’aumento degli esemplari.
A dare il via al piano quinquennale sono state la Cairngorms National Park Authority (CNPA) e la NatureScot.
Un piano di recupero
Il motivo principale della loro scomparsa ruota attorno alla perdita di habitat. L’habitat forestale e quello riproduttivo sono basilari per il gallo cedrone. Un altro fattore che provoca ripercussioni sulla sua sopravvivenza è la presenza dei predatori, come i tassi e le martore, affamati divoratori delle sue uova.
Il piano di recuperi ha come obiettivi la gestione del territorio con lo scopo di migliorare gli habitat come il pascolo boschivo e il ripristino delle torbiere forestali.
Si è pensato, inoltre, ad attuare una strategia dell’alimentazione diversiva, ovvero, l’utilizzo di cibo per distogliere l’attenzione dai nidi. Un tipo di alimentazione testata con grande successo dai ricercatori dell’Università di Aberdeen, i quali hanno collocato carne di cervo accanto a finti nidi con all’interno uova di gallina per studiare le reazioni dei predatori. I risultati hanno evidenziato un tasso di sopravvivenza dell’83 per cento. Un ulteriore punto chiave del piano riguarderà anche la valutazione di fattibilità per le reintroduzioni, in modo da rafforzare la popolazione scozzese con uccelli provenienti da altre parti d’Europa.
Poche azioni ma fondamentali
Poiché quasi tutta la popolazione di galli cedroni del Regno Unito è ospitata dal parco è fondamentale intervenire direttamente sul luogo.
Il piano di emergenza farà proprio questo, grazie all’intenso lavoro che verrà svolto con la collaborazione di oltre cento parti interessate, dall’agenzia del governo scozzese NaturScot alle associazioni animaliste. Sarà, dunque, un’azione rapida in diverse parti del paese per i prossimi cinque anni.
«Data la portata del compito che ci attende per aumentare il numero di galli cedroni in Scozia, rimaniamo realisti ma ottimisti sul fatto che un enorme sforzo collettivo farà una differenza positiva», così ha commentato Andy Ford, direttore del Nature e climate change authority presso il parco.
Durante il corso degli ultimi anni il parco si era già attivato con un altro progetto, il Cairngorms capercaillie project, riservato alla diminuzione del disturbo umano in centinaia di ettari del parco. Insieme alle varie comunità di mountain bikers, birdwatchers e dogwalkers, erano state sviluppate soluzioni alternative per creare una rete più sviluppata di sentieri locali, difendendo l’ambiente naturale del gallo cedrone.
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