Dove il Mediterraneo incontra l’aspro paesaggio del Carso triestino, lungo un’alta scogliera a picco sul mare, corre il sentiero intitolato al poeta Rilke, due chilometri di selvaggia e potente bellezza. Il sentiero Rilke è il principale percorso della Riserva Regionale di Duino, piccola area protetta di soli 107 ettari. Situata 20 km a Ovest di Trieste, tutela un tratto di macchia mediterranea affacciata su un’alta scogliera calcarea, completamente esposta a Sud, e il braccio di mare antistante. La zona, SIC (Sito di Importanza Comunitaria), riveste una certa importanza in quanto unico ambiente di questo tipo sull’Adriatico italiano.
La costa che dal piccolo centro di Duino si stende fino alla città di Trieste è una lunga distesa di falesie, alternata a tratti sabbiosi e piccoli approdi. In questo tratto accidentato si trova una piccola Riserva Naturale attraversata da una passeggiata breve, ma di grande fascino.
Il sentiero, che è stato dedicato a Rainer Maria Rilke, poeta romantico che frequentava queste terre quasi un secolo fa, consente di esplorare un paesaggio unico in Italia, dominato da un massiccio castello di origine medioevale, e punto d’incontro tra la verde costa mediterranea e l’aspro paesaggio del Carso triestino.
L’edificio, il celebre Castello di Duino, principale punto di riferimento sul litorale, sorge su una ripida scogliera alta quasi cento metri e attraversata da numerose fenditure, che si estende verso Est fino alla cittadina di Sistiana. Alle spalle delle rupi che si tuffano in mare il verde della macchia contrasta con la roccia chiara, che porta le tracce del tempo sotto forma di singolari strutture erosive.
- Il Sentiero Rilke attraversa completamente la Riserva rimanendo in vista del mare. © Francesco Tomasinelli
- Le falesie della Riserva di Duino, alte quasi centro metri, sono tagliate da profonde fenditure. © Francesco Tomasinelli
Il Sentiero Rilke
Di recente ristrutturato e messo in sicurezza, il Sentiero Rilke attraversa completamente la Riserva rimanendo in vista del mare e può essere percorso facilmente in entrambe le direzioni, da Duino verso Sistiana e viceversa.
Partendo da Duino, lo si imbocca circa 150 metri a sinistra del castello e il suo inizio è segnalato da un’ampia insegna. Il percorso si inoltra subito in un boschetto di pino nero (Pinus nigra) frutto di un recente rimboschimento, che presto si accompagna alla roverella (Quercus pubescens), al leccio (Quercus ilex), all’orniello (Fraxinus ornus) e, nelle aree più pietrose, al ciliegio canino (Prunus mahaleb) e al sommaco (Rhus coriaria), pianta affascinante che in autunno assume un caratteristico colore rosso.
In poche centinaia di metri si arriva già al primo belvedere, costruito in piena vista del castello, che rompe il profilo della costa verso Ovest con la sua sagoma imponente. Guardando a Est verso Trieste, invece, sopra le rupi a strapiombo, si osserva la macchia farsi progressivamente più fitta: agli alberi si aggiungono i folti cespugli del terebinto (Pistacia terebintus) e della salsapariglia (Smilax aspera).
Proseguendo lungo il sentiero principale si trovano altri tre punti panoramici. Si tratta di vecchie postazioni tedesche della Seconda Guerra Mondiale, all’epoca utilizzate per i cannoni antiaerei. Oggi, messe in sicurezza con palizzate di sostegno, sono diventate comode piazzole di osservazione. Armati di un binocolo, è un piacere fermarsi a guardare la scogliera nel tardo pomeriggio, quando il sole ormai basso investe completamente il paesaggio.
Tra le fratture della falesia che si getta in mare si possono talvolta intravvedere il fiordaliso di Duino (Centaurea kartschiana), pianta legata alla Riserva, e gli uccelli che frequentano numerosi la macchia e la scogliera. A cominciare dal falco pellegrino (Falco peregrinus), che nidifica lungo queste rupi dove caccia piccole specie canore come l’occhiocotto (Sylvia melanocephala) e la sterpazzolina (Sylvia contillans). Nella Riserva sono state avvistate anche specie di taglia superiore, come il passero solitario (Monticola solitarius) e il grande corvo imperiale (Corvus corax).
Più avanti il sentiero lascia occasionalmente la scogliera per perdersi tra la vegetazione, ma la traccia rimane sempre larga e agevole.
In alcuni punti brevissime deviazioni conducono a punti panoramici di un certo fascino, oppure a radure nel bosco caratterizzate da estesi affioramenti carsici. L’acqua, infatti, ha scavato la solubile roccia calcarea, dando vita a profonde cavità, a piccole scannellature, visibili sulle superfici inclinate, o a blocchi dai bordi aguzzi e taglienti.
In queste zone, e nella macchia circostante, sono stati segnalati mammiferi come la volpe (Vulpes vulpes), il tasso (Meles meles) e la faina (Martes foina). Alcuni investimenti stradali sulla vicina statale indicherebbero anche la presenza del raro gatto selvatico (Felis silvestris), oltre a diverse specie di rettili di origine balcanica.
Ormai vicini alla baia di Sistiana, si può scorgere lungo il sentiero una cavità di origine antropica: si tratta di una galleria scavata dai tedeschi durante l’ultimo conflitto mondiale, che fungeva da deposito per le munizioni e da ricovero per i soldati. Una rampa di scale e un breve corridoio conducono a una balconata che si affaccia a picco sul mare. Le onde colpiscono le rocce cento metri più in basso e la sensazione di vuoto è incombente.
È l’ultima emozione prima che il sentiero scenda dolcemente verso Sistiana, già visibile nell’ultimo tratto del percorso che sovrasta tutta la baia. La discesa conduce fino alla cittadina, ma molti visitatori, data la distanza limitata coperta, scelgono di rientrare lungo la stessa via. Nulla vieta, ovviamente, di percorrere il sentiero Rilke partendo da Sistiana e raggiungendo il castello di Duino alla fine del tragitto.








