Il programma della seconda edizione del Coesistenza Festival è online sul sito www.coesistenzafestival.it. Escursioni, caffè scientifici, dibattiti, cinema, teatro e molto altro, dall’1 al 3 settembre, in Val di Ledro.
Cosa significa esattamente, oggi in un mondo fortemente antropizzato, la condivisione di spazi e risorse con la fauna? Ne abbiamo parlato con Anna Sustersic, Presidente di PAMS Foundation Europe e divulgatrice scientifica. (PAMS Foundation è un’associazione che nasce nel 2009 in Tanzania per attuare progetti di conservazione antibracconaggio ed educazione ambientale, NdR). Anna Sustersic ha fondato PAMS Foundation Europe nel 2018, in Italia.
Pietro Greppi – Venerdì 1 settembre prende il via Coesistenza Festival. Quando e perché è nata l’idea di questa iniziativa?
Anna Sustersic – L’idea di questa iniziativa nasce nel 2019 quando ho aperto il progetto che si chiama Coexistence.life, interamente dedicato a studiare come usare la comunicazione per promuovere l’accettazione o l’interazione positiva tra uomo e fauna. Da questo progetto, esportato anche in Europa è apparso subito chiaro che c’era una carenza di comunicazione sul tema dell’interazione uomo-fauna, a cui abbiamo pensato di dare un contributo fornendo un’occasione di avere il massimo della comunicazione nel minor tempo possibile, in una maniera facile da fruire da diversi tipi di pubblico.
P.G. – Il rapporto di convivenza fra uomo e animali è una questione antica, delicata e irrisolta. Quale contributo può dare il Festival?
A.S. – Il Coesistenza Festival in sostanza è una piattaforma che vuole promuovere il dialogo fra cittadinanza ed esperti sul tema della coesistenza, prendendo in considerazione molti punti di vista che caratterizzano questa questione.
P.G. – Ci sono anche i cacciatori.
A.S. – In particolare quest’anno dovrebbe esserci una cacciatrice, oltre un tecnico dell’Associazione cacciatori trentini. Questo perché il Coesistenza Festival è fatto per fornire un luogo in cui poter esplorare tutti i punti di vista, o il maggior numero di punti di vista possibile, afferenti alla questione della coesistenza, di cui i cacciatori, gli allevatori, i ricercatori e i cittadini sono tutti interlocutori.
P.G. – C’è qualche novità rispetto alla prima edizione dello scorso anno?
A.S. – Ci sono molti più eventi, molti più ospiti. Abbiamo quest’anno: cinema, musica, un concerto e tre workshop. Il tutto in una sede straordinaria.
P.G. – A cosa è dovuta la scelta del lago di Ledro?
A.S. – Perché è una delle zone che conserva molte caratteristiche di wilderness in Trentino, allo stesso tempo è facile da raggiungere, è stata interessata dalla presenza di diversi grandi carnivori – adesso l’orso, c’è comunque il lupo, c’è stata la lince e poco distante è stato avvistato anche lo sciacallo dorato – e quindi è piuttosto significativa dal punto di vista della presenza e della coesistenza. Oltre che bellissima!
P.G. – Gli appuntamenti in calendario sono tanti, ce n’è uno a cui tieni in particolare?
A.S. – Ce ne sono diversi, ne cito tre. Uno dei workshop, che quest’anno dedichiamo a ripensare l’architettura urbana in termini di biodiversità, nel senso di come utilizzare elementi dell’architettura urbana per renderli disponibili anche ad altri tipi di “inquilini”. Un altro è un evento dedicato alla paura e alla presa di consapevolezza, di presa di confidenza con la paura che abbiamo dei grandi carnivori. Un terzo che è dedicato a una riflessione sul tema della gestione della fauna, tema che crea ovviamente molta discussione e molti dissidi, ma che allo stesso tempo è necessario considerare quando parliamo di conservazione della fauna.
La Rivista della Natura è Media Partner del Coesistenza Festival.
Se non vuoi perderti i prossimi articoli, iscriviti alla newsletter.
riproduzione consentita con link a originale e citazione fonte: rivistanatura.com








