Il bacino del Congo ospita la seconda foresta pluviale continua più grande al mondo e svolge un ruolo significativo nella mitigazione dei cambiamenti climatici.
Quest’area è un centro chiave della biodiversità del pianeta, ma si trova ad affrontare minacce multiformi, tra cui il cambiamento di destinazione d’uso del territorio, lo sfruttamento delle risorse naturali e i cambiamenti climatici.
Un team di ricercatori del Dipartimento di Biologia e biotecnologie Charles Darwin della Sapienza Università di Roma ha indagato e valutato criticamente lo stato attuale delle conoscenze relative agli impatti dei cambiamenti climatici sulla biodiversità del bacino del Congo, a tutti i suoi livelli organizzativi, utilizzando una metodologia di revisione sistematica della letteratura.
I risultati del lavoro, illustrati nell’articolo “Uncertain future for Congo Basin biodiversity: A systematic review of climate change impacts”, pubblicato sulla rivista Biological Conservation, hanno evidenziato una traiettoria futura incerta per la biodiversità dell’area, considerando il suo stato poco studiato, l’entità delle incognite e le risposte negative trovate in letteratura.
I ricercatori si sono concentrati principalmente sul cambiamento climatico, in quanto minaccia emergente ma poco studiata, potenzialmente in grado di assumere un ruolo primario nel determinare la perdita di biodiversità nella regione: dall’aumento della vulnerabilità delle specie all’estinzione, allo spostamento dell’areale delle specie, fino alla diminuzione delle dimensioni degli organismi.
«Questa sintesi ci ha permesso di identificare i cluster di conoscenza più importanti nella letteratura scientifica esistente e di delineare un’agenda di ricerca futura» spiega Milena Beekmann della Sapienza, primo nome del lavoro che costituisce una parte della sua tesi di dottorato.
Se non vuoi perderti i prossimi articoli, iscriviti alla newsletter.
riproduzione consentita con link a originale e citazione fonte: rivistanatura.com




