Scende in campo, anzi in strada, la campagna promossa da LNDC – Animal Protection, ANAS e Gruppo FS Italia per sensibilizzare sul fenomeno dell’abbandono degli animali domestici, un comportamento irresponsabile, che oltre a essere un reato, è causa molte sofferenze e mette in pericolo anche gli automobilisti.
La campagna battezzata #AMAMIeBASTA chiede a ogni cittadino di collaborare per tutelare gli animali abbandonati o randagi, compiendo, ove possibile, due azioni:
- la prima, che spesso è anche la più complessa è quella di mettere gli animali soccorsi in sicurezza
- la seconda è quella di avvisare subito il numero verde “Pronto Anas” 800 841 148 e le forze dell’ordine (Polizia stradale, Carabinieri, Polizia locale e/o Vigili del Fuoco) che per legge hanno l’obbligo di intervenire.
La molla che causa l’abbandono
Un’iniziativa lodevole che tiene alta l’attenzione su un fenomeno complesso e molto articolato come l’abbandono degli animali, che non può però essere visto come un problema legato soltanto all’estate e alla stagione delle vacanze.
Questo vergognoso comportamento, che non riguarda solo i cani ma che purtroppo include una vasta casistica di specie, è una realtà che dura per tutto l’anno, con possibili picchi nei periodi in cui più persone si accorgono, colpevolmente, che avere un animale rappresenta un costo e un impegno che non vogliono assolvere.

Questa è la molla che causa l’abbandono, innescata da scelte irresponsabili e poco ponderate che finiscono per essere pagate solo dagli animali, almeno sino a che non accade che i colpevoli di questo odioso reato vengano identificati e denunciati. Ma le sanzioni penali, le cronache dei processi, le notizie di stampa e le campagne delle associazioni arginano ma non riescono a cancellare il ripetersi di questi comportamenti incivili.
Il cambiamento inevitabilmente deve passare attraverso una maggior sensibilizzazione e educazione delle persone, non solo sulle conseguenze del proprio gesto, ma anche sulla preventiva consapevolezza dei doveri che la decisione di adottare o comprare un animale comporta.
Scegliere di dividere la vita con un animale, a prescindere dalla specie, significa accollarsi l’onere della sua tutela: dal momento che entra nelle nostre vite, infatti, saremo noi a doverci occupare di soddisfare le sue necessità. Per questo occorre essere consapevoli, prima di fare una scelta sbagliata, del fatto che avere un animale costa in tempo e in denaro dal primo momento che entra in una casa. I costi, seppur ampiamente ripagati dalle soddisfazioni, non devono essere sottovalutati. Cibo, cure veterinarie, pensioni o collocazioni temporanee in caso di assenza rappresentano esigenze che è opportuno quantificate prima, non trattandosi di ipotesi ma di certezze alle quali bisognerà far fronte.
Alle necessità economiche bisogna poi aggiungere il tempo che dovremo dedicare al nuovo membro della famiglia per consentirgli di condurre una vita serena. Per questi motivi un animale non è per tutti e non lo dovrebbe essere: stiamo parlando di un essere senziente che necessita di attenzioni e non di un giocattolo animato. Quando questo semplice concetto sarà un patrimonio comune della nostra cultura si potrà arrivare vicini al raggiungimento dell’obiettivo “abbandoni zero”.

Serve un numero unico di soccorso
Nel frattempo, considerando che tanti animali si possono trovare in condizioni di difficoltà e non si tratta soltanto di quelli domestici, sarebbe importante poter contare su un numero unico di soccorso, valido su tutto il territorio nazionale, al quale ci si possa rivolgere per ottenere un intervento quando si trovano animali feriti o in difficoltà.
Ancora oggi la buona volontà dei cittadini, sempre più sensibili e attenti, si infrange contro un muro infinito di rimbalzi sulle competenze di chi debba intervenire per risolvere il problema, anche a causa della difficoltà di trovare strutture di ricovero per tutti quegli animali che non siano cani e gatti. L’attivazione di un servizio capillare e strutturato, che potrebbe essere affidato alle sale operative che già gestiscono le emergenze per non duplicare i costi, avrebbe un sacco di ricadute positive anche in termini di sicurezza e non soltanto per gli animali.
Le associazioni di volontariato possono costituire un valido aiuto, ma i costi di mezzi, strutture e infrastrutture dovrebbero essere coperti dall’amministrazione pubblica. Un modo utile e intelligente per creare posti di lavoro andando incontro a una necessità che non è davvero più rinviabile.
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