Il nostro modo di rapportarci con il mondo che ci circonda, quando siamo in viaggio, può contribuire a costruire ponti oppure a farli crollare. La differenza è tutta nel nostro modo di porci con l’ambiente che ci circonda e con quanti, umani e animali, lo popolano.
In modo particolare quando i nostri itinerari comprendono aree di interesse naturalistico o protette, dove bisogna sempre entrare con le dovute attenzioni, rispettando le regole che sono state indicate per potervi accedere. In fondo il nostro viaggiare ci porta a entrare in casa d’altri, siano gli animali che vivono in un bosco piuttosto che gli abitanti del luogo, ma per essere ospiti graditi occorre sapersi muovere, aggiungendo valore alla nostra presenza senza che costituisca, invece, una fonte di disturbo o peggio ancora di danno.
Seguendo poche regole verremo considerati dei veri viaggiatori, persone che si spostano in modo rispettoso per conoscere e apprezzare i luoghi e le bellezze naturalistiche. Rappresentando un esempio virtuoso da imitare, per contrastare quella fruizione usa e getta, così deprecabile.

Informarsi delle modalità di visita prima di arrivare
Se desideriamo visitare aree naturalistiche o parchi sarebbe buona cosa informarsi prima su quali siano le modalità di accesso, specie in periodi come questi, dove gli assembramenti devono essere evitati.
Grazie alla rete le informazioni sono sempre disponibili sui siti internet con grande facilità, spesso consentendo anche ai visitatori di poter prenotare le visite in anticipo. I siti generalmente forniscono anche informazioni sulle escursioni, indicando le difficoltà dei percorsi, l’attrezzatura richiesta per poterli compiere in sicurezza e l’abbigliamento consigliato.
Oltre a comunicare se esistono delle limitazioni di orario, di percorso o di numero di persone che possono accedere ogni giorno. Il consiglio è quello di leggere con attenzione le informazioni per non avere sorprese al vostro arrivo, magari costringendovi a un’imprevista quanto spiacevole rinuncia.

Rispettare le regole stabilite dagli enti gestori delle aree
Chi gestisce aree d’interesse naturalistico ha il dovere di proteggere il patrimonio naturale che amministra, nell’interesse della collettività e nel nome della corretta tutela ambientale. Per questo vengono spesso indicate una serie di regole, che alcune volte vengono scarsamente rispettate dai visitatori, specie in assenza del personale addetto al controllo.
Una delle prescrizioni più disattese è quella di non abbandonare il tracciato dei sentieri, una raccomandazione che tutela i visitatori e che rispetta i territori delle specie animali che abitano quell’area, limitando impatto e disturbo umano sempre agli stessi luoghi. Un modo per non aumentare la pressione sulle specie selvatiche, garantendo inoltre la sicurezza dei visitatori, che senza rendersene conto potrebbero suscitare la difesa del territorio in specie dalle quali è sempre buona regola stare lontani.

Vanno sempre rispettate anche le prescrizioni che regolano l’accesso dei cani, per evitare che la loro presenza possa rappresentare una fonte di disturbo per la fauna, specie nel periodo primaverile e estivo quando gli animali sono nel periodo riproduttivo o hanno i loro cuccioli da difendere. In alcune zone è consentito accedere con il proprio cane, purché tenuto sempre al guinzaglio mentre in altre, di maggior tutela, l’ingresso con animali di proprietà è strettamente vietato.
Il rispetto delle prescrizioni deve prescindere dalle considerazioni personali sull’indole del proprio cane, che anche se molto ubbidiente può sempre dimostrare interesse verso potenziali prede e che verrà sempre percepito dagli animali selvatici come un potenziale pericolo.
Nelle aree protette è sempre vietata la raccolta di specie animali, vegetali e minerali per tutelare l’integrità dell’ambiente. Alcune deroghe dono previste, previa acquisizione di un permesso, per la raccolta di funghi, tartufi e frutti del sottobosco. Mentre un vero viaggiatore sa che non deve mai raccogliere i fiori, anche se appartengono a specie comuni, per lasciare a tutti la possibilità di godere della loro vista e agli insetti impollinatori di svolgere il loro lavoro. Meglio una bella foto da poter riguardare nel tempo, che un mazzolino di fiori che arriverà già appassito a destino.
Non dare da mangiare agli animali e non inseguirli per fare le foto
I selvatici non devono essere mai alimentati (salvo situazioni climatiche eccezionali) e non si deve cercare di avere rapporti con loro, specie se ottenuti attraverso l’offerta di cibo. Un animale selvatico, per essere al sicuro, deve avere paura dell’uomo e non avere atteggiamenti confidenti: il timore nei nostri confronti è una fonte di salvezza per gli animali e di sicurezza per gli uomini. Nelle zone a forte connotazione turistica non è difficile vedere alcune specie, come le volpi, attendere il passaggio delle auto nella speranza di ricevere cibo, non per fame ma per abitudine.

Questo comportamento opportunistico è stato indotto dal primo turista che ha offerto qualcosa alla volpe creando, anche senza volerlo, i presupposti per interazioni che è bene non ci siano. Questi rapporti, decisamente sbagliati, possono arrivare a causare la morte degli animali, travolti dalle macchine mentre aspettano lungo le strade, specie durante le ore notturne. La regola aurea è basata sul rispetto per la loro natura: non cercare di avvicinarli nel tentativo di fotografarli, magari per fare un selfie da postare sui social, non renderli confidenti con il cibo. Comportamenti diversi sono causa di stress per gli animali, specie quando non si rispettano le distanze e si entra con prepotenza nel loro territorio, portandoli a compiere scelte spesso pericolose, come successo per l’orsa Amarena nel Parco d’Abruzzo. Diventata una star a causa dei suoi quattro cuccioli la scorsa estate e non soltanto, è stata inseguita e braccata da centinaia di persone desiderose di scattare una fotografia, un video. Con il risultato di costringere l’orsa a scappare fino all’interno dei paesi, a attraversare strade esponendosi a percoli e con il rischio di causare incidenti.
Osservare la fauna è un’attività che non deve creare disturbo e la scelta più saggia è quella di rivolgersi alle guide, che organizzano visite con esperti del luogo in cui si possono osservare e conoscere tutte le meraviglie del territorio, consentendo di avvistare gli animali in tutta sicurezza. Un’opportunità rispettosa, con il valore aggiunto di contribuire all’economia locale e a quanti hanno fatto della divulgazione naturalistica il loro mestiere.
Attenzione alle attività che causano sofferenza gli animali
Un viaggiatore attento evita di fare scelte che portino denaro a chi sfrutta gli animali. Questo vale per i poveri asini di alcune isole greche, costretti a inerpicarsi sotto il sole a picco per trasportare i turisti su ripide salite, ma anche per tutti quelli che svolgono attività che non rispettano il loro benessere. Da tempo in tutto il mondo sono in atto campagne di sensibilizzazione per boicottare gli spettacoli con animali, invitando le persone a non andare nei delfinari o nelle arene in cui vengono fatti volare uccelli addestrati. Per non parlare dei templi in Asia in cui vengono messe a disposizione tigri sedate per fare le foto con i turisti, costringendo i felini a una vita davvero miserabile, che spesso termina con la loro morte e l’uso dei loro corpi per la medicina tradizionale.
L’elenco delle attività di divertimento che costituiscono una fonte di maltrattamenti sarebbe davvero molto lungo: lo sfruttamento degli animali per fini turistici e le sofferenze che ne derivano sono molto più diffuse di quanto si creda, tanto da portare i maggiori tour operator a eliminare dalle loro offerte di viaggio i luoghi di intrattenimento con animali.




