La Giunta regionale dell’Abruzzo, sotto la presidenza di Marco Marsilio, con la delibera n. 509 dell’8 agosto 2024 ha autorizzato la caccia di 469 cervi in due aree dell’Aquilano. Le associazioni LAV, LNDC Animal Protection e WWF Italia hanno presentato una richiesta di sospensiva della delibera presso il TAR dell’Abruzzo, che con un’ordinanza emessa il 9 ottobre non l’ha accolta. Lunedì 14 ottobre, quindi, i cervi potranno essere uccisi dai cacciatori.
Non è stata nemmeno accolta la mozione proposta dalla minoranza del Consiglio Regionale che chiedeva la revoca della delibera, respinta con 18 voti contrati e 12 favorevoli.
Profonda delusione
L’ordinanza del TAR Abruzzo è stata sicuramente una profonda delusione per le associazioni proponenti, ma anche per i tantissimi abruzzesi che si aspettavano da parte della magistratura amministrativa uno stop alla scelta della Regione.
In un comunicato congiunto, le associazioni LAV, LNDC Animal Protection e WWF Italia dicono: «L’ordinanza, come del resto già l’ISPRA, ha definitivamente cancellato ogni possibile dubbio sul fatto che la scelta di aprire la caccia al cervo sia una scelta politica della Giunta regionale e che non abbia ragioni legate ai danni o rischi di incidente stradali, ma solo la volontà di far cacciare i cervi come richiesto da anni dalle parti più retrive del mondo venatorio. È stato persino stabilito un tariffario per ogni capo ucciso da pagare agli Ambiti Territoriali di Caccia, gestiti dai cacciatori che poi sono gli stessi che hanno fatto la maggior parte dei monitoraggi sui cervi».
L’ultima carta da giocare in difesa dei cervi d’Abruzzo
Le associazioni hanno annunciato che tenteranno anche l’ultima carta appellandosi al Consiglio di Stato chiedendo, attraverso una procedura d’urgenza, di riformare l’ordinanza del TAR Abruzzo. Ma il tempo è ormai veramente poco, domani lunedì 14 ottobre entrerà in vigore la delibera di agosto che apre la possibilità di cacciare i cervi.
Questo orientamento della Regione Abruzzo è stato oggetto di critica da parte di tantissimi abruzzesi e non solo. Più di 134.000 persone hanno sottoscritto una petizione on-line, altre 60.000 hanno scritto direttamente al Presidente Marsilio sempre per chiedere lo stop alla caccia.
«Non abbiamo intenzione di fermarci, proveremo ancora la carta del ricorso al Consiglio di Stato. E comunque non vogliamo dispendere la mobilitazione, l’impegno, e lo straordinario patrimonio di conoscenze che questa campagna ha messo in moto. La fauna abruzzese, e più in generale la fauna italiana, sta subendo un attacco senza precedenti. Ma il mondo ambientalista e animalista non è intenzionato a lasciare la vita degli animali in mano ai cacciatori e a quei politici che, dimenticando che la fauna è un bene comune di tutti, pensano di gestirla come posta di scambio elettorale» concludono le associazioni.
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