La Giornata europea dei parchi ricorre ogni anno il 24 maggio ed è stata istituita nel 1999 dalla Federazione EUROPARC per celebrare le aree protette in tutta Europa. Si celebra in questa data la creazione del primo Parco nazionale in Europa, un insieme di nove Parchi creati in Svezia nel 1909.
Le Aree Protette sono più che semplici confini su una mappa: sono sistemi viventi e fiorenti in cui tutto è connesso. Dalle piante e dagli animali che le chiamano casa alle persone che vivono, curano e modellano questi paesaggi, tutti hanno un ruolo in questa “partnership di vita” condivisa.
In Italia i primi Parchi furono creati nel 1922: il Gran Paradiso e il Parco d’Abruzzo, divenuto poi Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise.
In Italia esistono 871 aree protette, per un totale di oltre 3 milioni di ettari tutelati a terra, circa 2.850mila ettari a mare e 658 chilometri di costa. I Parchi nazionali sono 24 e coprono quasi 1,5 milioni di ettari a terra e 71mila a mare; le Aree marine protette sono 29, per un’estensione di circa 222mila ettari alle quali si aggiungono due Parchi sommersi e il Santuario internazionale dei mammiferi marini, con altri 2.5 milioni di ettari protetti, per un totale di 32 Aree marine protette (dati del VI aggiornamento dell’Elenco Ufficiale delle Aree protette – Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica).
Le aree protette in un mondo che cambia
La salute di queste aree non si salvaguardia solo proteggendo i confini delle aree protette, perché anche ciò che accade intorno influenza profondamente gli ecosistemi al loro interno. Il tema che la Giornata europea dei parchi del 2025 invita a esplorare è come possiamo lavorare insieme per creare i migliori risultati sia per la natura che per le persone, garantendo la resilienza di questi luoghi speciali in un mondo che cambia.
«Questa edizione della Giornata dei Parchi cade in un momento particolare. Occorre tenere alta l’attenzione sui temi della biodiversità, della crisi climatica e dello sviluppo sostenibile. Sono questioni che interessano tutti noi, sia chi vive nelle aree urbane che chi abita nelle zone meno antropizzate. È il momento di mettere a sistema tutta la rete delle aree protette italiane, un patrimonio naturale che racchiude la biodiversità, vegetale e animale, più ricca di Europa e che costituisce un bene comune da proteggere a valorizzare» afferma il presidente di Federparchi, Luca Santini.
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