Oggi 20 maggio è la 3a Giornata mondiale delle api, istituita all’unanimità dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite, in seguito alla proposta della Slovenia e di numerose associazioni apistiche internazionali.
L’ape rappresenta senza dubbio la specie più efficiente e utile tra gli insetti impollinatori, che contribuiscono complessivamente alla produzione di oltre il 75% delle coltivazioni dedicate al nutrimento umano: dall’attività di impollinazione dipende, infatti, la gran parte della produzione globale di cibo e, per questo motivo, le api sono al vertice della piramide degli animali più rilevanti per la sopravvivenza del Pianeta. L’indotto economico che esse sono in grado di generare ha un valore compreso tra i 235 e i 577 miliardi di dollari e il calo della popolazione di insetti pronubi, tra cui le api, metterebbe a rischio la sicurezza alimentare e la nutrizione globali.
Da molti anni si parla del declino di questi straordinari insetti che, secondo la FAO, sarebbero soggetti a livelli di estinzione molto preoccupanti, a causa del cambiamento climatico, dell’inquinamento e, soprattutto, dell’uso intensivo di pesticidi in agricoltura.
In un anno così complesso, dove appare più che mai evidente che è fondamentale ritrovare armonia con la Natura, è particolarmente importante tenere alta l’attenzione su questo tema e promuovere azioni efficaci e concrete per porvi riparo.
Conapi-Mielizia, che da oltre 40 anni rappresenta la migliore tradizione apistica italiana ed è la più grande cooperativa europea, sostiene la proposta lanciata da BeeLife, la ONG che promuove iniziative, affinché siano adottati provvedimenti concreti ed efficaci per salvaguardare le api e la biodiversità.
“Facciamo rifiorire l’agricoltura fertile attraverso l’indice impollinatori” è la proposta di BeeLife, rivolta all’Europa affinché siano adottate misure concrete ed efficaci, attraverso una Politica Agricola Comune (PAC) che, tra le varie azioni:
- incentivi la presenza degli impollinatori come indicatori della sostenibilità dell’agricoltura, a difesa della biodiversità botanica;
- controlli il livello d’inquinamento ambientale attraverso accertamenti circa la presenza di residui chimici negli alveari;
- favorisca la realizzazione di comunità di agricoltori e apicoltori che, insieme, lavorino per realizzare un’agricoltura pulita.
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