Quando si parla di guide di riconoscimento alla fauna selvatica ci sono due scuole di pensiero. C’è chi preferisce quelle che illustrano le varie specie attraverso illustrazioni e chi invece quelle che le presentano con fotografie. Senza addentrarci nella discussione, ci sono pro e contro per entrambe le tipologie. Per gli uccelli europei, per esempio, fin dal 1999 la regina incontrastata delle guide che utilizzano disegni è la “Collins”, vero e proprio capolavoro di compattezza, informazione e attendibilità, ma mancava (almeno in italiano) una guida altrettanto valida che utilizzasse le fotografie.
A colmare il gap è Uccelli d’Europa – guida all’identificazione, di Rob Hume, Robert Still, Andy Swash e Hugh Harrop, pubblicata da Ricca editore nel 2023.
Immagini scelte meticolosamente
I fiori all’occhiello sono molti. Anche a un primo sfoglio, colpisce la qualità delle 4.700 immagini, raccolte grazie al contributo dell’Agami Photo Agency e scelte meticolosamente per ognuna delle 928 specie trattate: sono tutte incredibilmente puntuali nel presentare l’aspetto generale degli uccelli, la loro postura e le differenze tra sessi e età, ma anche gli uccelli in volo, le variabili delle sottospecie, le sottili diversità dei piumaggi nel corso dell’anno.
Finalmente nessuna fotografia leggermente sfocata o approssimata, come capitava di trovare in vecchie simili guide.
È evidente come gli autori abbiano voluto sfruttare lo spazio di ogni pagina, riempiendolo di ogni possibile immagine utile all’identificazione; e non mancano numerose, puntuali e inedite tavole comparative, per esempio tra le “grandi aquile brune in volo” o tra le varie specie di “canapini Iduna”.
Traduzione impeccabile
Lo spazio per il testo è naturalmente ridotto, ma puntuale e utile a corredare le fotografie; apprezzabile la scelta di dedicare alcune righe sia alla voce, sia all’aspetto in volo di ogni specie. La scelta è stata quella di privilegiare i caratteri identificativi, soffermandosi non solo sulle peculiarità e i confronti tra specie simili (per varie specie è presente anche un piccolo box che indica le altre specie che possono causare confusione), ma anche, per esempio, sugli aspetti legati alla muta, non sempre trattati in altre guide; molto conciso, invece, lo spazio dedicato al comportamento e soprattutto all’habitat, presentato in poche parole.
La traduzione, a opera di esperti appassionati e ornitologi come Carlo Catoni, Andrea Corso, Luca Giussani, Ottavio Janni e Michele Viganò, è impeccabile.
Rispetto al Collins, ci sono un paio di differenze da sottolineare: le mappe di distribuzione sono leggermente meno precise e leggibili; la mole è decisamente maggiore, rendendo la guida meno adatta a essere utilizzata sul campo e più a essere tenuta sulla scrivania; e la quantità di specie trattate è di poco minore, visto che in questo volume non sono trattate le specie diffuse nel Nord Africa e nel Vicino Oriente (l’area di riferimento scelta va dagli arcipelaghi atlantici di Canarie, Azzorre e Madeira fino agli Urali, comprendendo anche Turchia e Caucaso).
Di contro, in una sezione ad hoc sono raffigurati anche molti uccelli rari e accidentali, ovvero che compaiono in Europa eccezionalmente da altri continenti.
In ogni caso, i birdwatcher esperti, gli appassionati e gli ornitologi troveranno questa nuova opera utilissima, magari affiancandola proprio al Collins. I principianti potrebbero essere soverchiati dalla ricchezza di informazioni, ma chiunque ama il variegato mondo degli uccelli troverà godimento anche solo ad ammirare forme, colori, piumaggi attraverso splendide fotografie dell’avifauna europea.
“Uccelli d’Europa – Guida all’identificazione”
di Rob Hume, Robert Still, Andy Swash e Hugh Harrop
640 pagine, 2023, 38 Euro
Ricca Editore
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