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Scienza
UNA NUOVA PANDEMIA?

La malaria sta diventando resistente ai farmaci

La malaria sta diventando resistente ai farmaci
272.000 bambini sono morti per malaria.

Luca Serafini Luca Serafini 18 Gen 2021

A novembre, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha previsto che i decessi per malaria nell’Africa subsahariana supereranno di gran lunga quelli da COVID-19, situazione aggravata dalle interruzioni di assistenza e cura distolte verso la pandemia.

Nel 2019, la malaria ha ucciso più di 400.000 persone in tutto il mondo (fonte: OMS). Queste morti, tranne poche migliaia, sono state tutte in Africa. I malati sono stati 229 milioni nel mondo, di cui 215 milioni nel continente africano.

In solo sei Paesi si sono verificati oltre la metà dei casi di malaria di tutto il mondo: Nigeria (25%), Repubblica Democratica del Congo (12%), Uganda (5%) e Costa d’Avorio, Mozambico e Niger (4% ciascuno). I bambini di età inferiore a 5 anni deceduti per malaria sono stati 272.000.

Scarica qui il documento OMS, World Malaria Report 2019

Plasmodium falciparum è la specie più diffusa ed è responsabile del 99,7% dei casi di malaria in tutta la Regione Africana, del 71% nella Regione del Mediterraneo orientale, del 65% nella Regione del Pacifico occidentale e del 50% nella Regione del Sud-Est asiatico. Plasmodium vivax è la seconda specie per diffusione.

malaria nel mondo

Fonte: Oms, World Malaria Report 2019

La clorochina sta diventando meno efficace

L’impatto epidemiologico è complicato dalla resistenza del parassita ai farmaci, in particolare alla clorochina, la molecola più economica e più diffusa, secondo un meccanismo simile alla farmacoresistenza dei batteri rispetto agli antibiotici.

L’uso improprio del farmaco ha selezionato delle varianti di parassita resistenti in tutta l’Africa subsahariana, dove ora si cercano altre molecole per trattare l’infezione.

Ora alcuni scienziati sudafricani hanno scoperto che alcuni farmaci, studiati per altre patologie, sono in realtà efficaci per curare la malaria e persino uccidere il parassita nella sua fase infettiva, cosa che la maggior parte dei farmaci attualmente disponibili non fanno.

La maggior parte dei farmaci uccidono la malaria quando si stabilisce nel fegato o dopo che ha infettato i globuli rossi, ma non possono affrontarla nella fase in cui il parassita viene rilasciato dalle cellule, cioè quando è trasmissibile ad altre persone tramite nuove punture di zanzara.

L’unico farmaco che può avere un effetto durante la fase trasmissibile, la primachina, non è molto usato, a causa dei preoccupanti effetti collaterali.

La ricerca è stata condotta all’Università di Pretoria, pubblicata sulla rivista Nature Communications, ha scoperto che le formulazioni in fase di sperimentazione per il trattamento della tubercolosi e del cancro (l’inibitore JmjC ML324 e il candidato clinico antitubercolare SQ109) possono uccidere il parassita che causa la malattia in uno stadio in cui normalmente infetta gli altri.

«La novità è stata quella di trovare composti in grado di bloccare le fasi trasmissibili e, se ci riusciremo, fermeremo la diffusione della malaria» ha dichiarato la professoressa di Controllo sostenibile della malaria e biochimica Lyn-Marie Birkholtz, che fa parte del team.

 

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