A Ozzero (MI), il 14 dicembre si volgerà l’ultimo incontro del corso “Gestire il paesaggio di prati e acque: campari si diventa” organizzato da Politecnico di Milano, Cooperativa Cascina Biblioteca e Parco del Ticino. I “maestri campari” del Ticino condurranno i partecipanti alla scoperta della manualità del badile in marcita.
Il corso, che si avvale di lezioni in aula, video e visite in campo, ha già affrontato i temi dell’acqua irrigua, dei cambiamenti climatici, del significato plurimo della marcita e del camparo, del formaggio da erba verde.
«…avvolti in un grosso pastrano, i piedi e le gambe calzati in alti stivali, il caratteristico badile dal lunghissimo manico…» (tratto da La marcita Lombarda, G. Soresi 1914), undici “maestri campari” ci mostreranno come si regola l’acqua in marcita e, soprattutto, coinvolgeranno direttamente i partecipanti in questa azione che da secoli si ripete nella pianura lombarda.
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Oltre al significato simbolico che riveste il camparo, lavoratore guardiano delle acque, la giornata sarà comunque l’occasione per riflettere insieme sulla grave siccità del 2022 e soprattutto sul ruolo che la circolazione dell’acqua invernale e primaverile rivestono per la ricarica delle falde.
La Marcita
«Oggi più che mai occorre far capire come ai cambiamenti climatici si devono contrapporre azioni e pratiche agricole semplici, ma efficaci. Nella pianura irrigua è proprio usando l’acqua che arriva dalle montagne e scorre nei canali che si rallenta la sua corsa verso il mare, immagazzinandola nella prima falda» spiega Claudio De Paola, Direttore del Parco del Ticino.
La manualità del badile
Il ruolo degli agricoltori sarà molto importante per affrontare le crisi idriche che ci attendono. «Il compito delle istituzioni è quello di aiutare le aziende agricole a fare scelte colturali adatte alle loro esigenze produttive, ma insieme utili per l’adattamento al clima che cambia. Per questo serve il sostegno pubblico: dalle prime anticipazioni, sembra che il nuovo PSR di Regione Lombardia conterrà misure di finanziamento che vanno in questa direzione» ricorda Silvia Bernini, Consigliere all’Agricoltura del Parco del Ticino.
Alla giornata del 14 dicembre parteciperanno anche una decina di giovani tirocinanti in Servizio Civile al Parco del Ticino.
«Se ai ragazzi che si affacciano al mondo del lavoro siamo capaci di offrire esempi di uomini che hanno a cuore le loro radici, il loro lavoro e la natura che regola l’attività agricola, allora forse diamo loro la possibilità di riflettere su principi e valori alternativi a quelli che per lo più il mondo oggi offre loro» conclude Michele Bove, Responsabile Settore Agricoltura Parco Ticino.
Paesaggi di marcita
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