Fino al prossimo 25 agosto 2024 al MUSE, Museo delle Scienze di Trento, MUSE Agorà – la “piazza” del museo –propone il progetto collettivo “Ecologie Minerali”, in cui l’installazione site-specific dell’artista Chiara Camoni e i lavori filmici di Yto Barrada, Liv Bugge e Ana Vaz entrano in dialogo con le collezioni geologiche del MUSE. Curatrice del progetto è Alice Labor.
Il nuovo allestimento mette in discussione la posizione dei nostri sguardi verso rocce, fossili e minerali, insieme alle montagne, deserti e oceani di cui sono parte.
L’installazione site-specific dell’artista Chiara Camoni e del Centro di Sperimentazione, intitolata Convivium, traduce la permeabilità tra regno minerale, vegetale e animale attraverso un convivio di forme, colori e materie. L’opera, realizzata in ottone, stampe vegetali su seta, ceramiche e rocce tratte dalle collezioni geologiche del museo, diviene il fulcro intorno al quale si dipana l’intero progetto, in cui pietre, fossili e minerali vengono esposti e raccontati. In questo spazio di condivisione e convivialità coesistono forme di conoscenza e se ne creano delle nuove.
Il nuovo progetto “Ecologie Minerali”
Come ricorda la geologa Marcia Bjornerud, autrice del libro Il tempo della Terra, «Pensare geologicamente significa tenere negli occhi della mente non solo ciò che è visibile in superficie ma anche quanto è presente nel sottosuolo, ciò che è stato e ciò che sarà».
Le collezioni geologiche del MUSE sono costituite da oltre 20.000 campioni (raccolti dal 1770 a oggi e solitamente non visitabili al pubblico).
Campioni fossili e rocce, come quelle dolomitiche, raccontano una dimensione temporale profonda, più che umana. Argille e carotaggi tracciano la storia ancestrale che annoda gli esseri umani ai minerali: dall’origine delle prime forme di vita ai processi estrattivi nelle miniere.
Patrizia Famà, sostituta direttrice Ufficio programmi per il pubblico MUSE, sottolinea: «Progetti innovativi e sfidanti come questo ci permettono di ampliare lo sguardo e di rielaborare l’agire stesso dei musei scientifici. Di superare, nella crisi planetaria, rappresentata dai cambiamenti climatici, dalla perdita di natura e biodiversità, dall’inquinamento e dai rifiuti, la divisione tra “storie umane” e “storie del pianeta”».
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