Come un neonato che esce dall’utero della madre, gli ammassi delle stelle nascenti si liberano dalla nube natale fatta di gas e polveri. Uno studio condotto da un team internazionale, di cui fa parte anche Michele Cignoni del Dipartimento di Fisica dell’Università di Pisa e associato alla sezione di Pisa dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), fa luce sulla nascita delle stelle e rivela che gli ammassi stellari emergono più rapidamente dalle nubi cosmiche quando sono più massicci.
Una sequenza evolutiva delle stelle
«Questo lavoro rappresenta uno dei censimenti più ampi delle prime fasi di vita degli ammassi stellari e mostra, su base statistica, che la loro massa regola il tempo necessario a liberarsi dalla nube natale» spiega Michele Cignoni.
La ricerca ha combinato osservazioni del telescopio spaziale James Webb (JWST) con immagini del telescopio spaziale Hubble (HST), analizzando circa 8.900 giovani ammassi stellari.
Il team ha ricostruito una sequenza evolutiva che va dagli ammassi più giovani, ancora associati a gas ionizzato e polveri, fino agli ammassi visibili alle lunghezze d’onda ottiche.
Secondo lo studio gli ammassi più massicci disperdono il materiale che li circonda in circa 5 milioni di anni, mentre quelli meno massicci possono impiegarne 7-8 milioni.
La formazione dei pianeti
La ricerca ha inoltre importanti implicazioni per comprendere come si evolvono le galassie e come si formano i pianeti.
I risultati aiutano infatti a capire meglio come le stelle più giovani e massicce influenzano l’ambiente circostante attraverso la loro intensa radiazione. Le conseguenze riguardano anche la formazione dei pianeti: se gli ammassi stellari più grandi emergono prima, i dischi di gas e polvere attorno alle giovani stelle vengono esposti più rapidamente alla radiazione ultravioletta, riducendo il tempo disponibile per la crescita dei pianeti.
Lo studio “The emerging timescale of young star clusters regulated by cluster stellar mass” è stato pubblicato su Nature Astronomy ed è stato guidato da Alex Pedrini e Angela Adamo della Stockholm University e si basa sui dati del programma FEAST (Feedback in Emerging extrAgalactic Star clusTers), di cui Angela Adamo è coordinatrice.
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