Nella tradizione popolare sono note come “Le stelle cadenti di San Lorenzo”, perché una delle notti più indicate per vedere lo sciame di meteore delle Perseidi è quella del 10 agosto, quando nel calendario cristiano si ricordano il santo e il suo martirio. In realtà, dal punto di vista astronomico il picco dello sciame delle Perseidi, ovvero “La Notte delle stelle cadenti” cade nella notte fra il 12 e il 13 agosto.
Quest’anno, però, per osservare le stelle cadenti ed esprimere i propri desideri, è meglio anticipare di qualche giorno l’appuntamento con il cielo, perché purtroppo una Superluna molto più grande e luminosa quest’anno sovrasterà tutte le meteore, tranne quelle più luminose.
Meglio, allora, non aspettare la Luna piena e osservare il cielo durante la seconda parte della notte, quando la zona di cielo dalla quale arrivano le meteore sarà più alta sull’orizzonte.
Nella foto in alto, scattata nel deserto Black Rock in Nevada il 12 agosto del 2015, il fotografo Trevor Bexon ha sovrapposto 27 scatti, immortalando così 29 scie luminose di stelle cadenti!

rappresentazione pittorica della scia di frammenti lasciati da una cometa.
Cosa sono le Perseidi
Le stelle cadenti di San Lorenzo sono piccoli frammenti di polvere e roccia lasciati dalla cometa Swift-Tuttle, che fu scoperta nel 1862.
Nella loro orbita attorno al sole, quando periodicamente passano vicino alla Terra, attirati dalla gravità iniziano a cadere e bruciano a causa dell’attrito con l’atmosfera, dando origine alla scia luminosa che si osserva nel cielo notturno. più grande è il frammento, più luminosa sarà la scia.
Tra i vari sciamo di meteore che interessano la Terra, quello delle Perseidi è il più famoso, sia perché è il più intenso, sia perché il suo passaggio in piena estate agevola l’osservazione notturna, rendendo l’appuntamento con le stelle un’occasione per trascorrere una romantica notte all’aperto.

“Il grande Astronomo Schiaparelli nell’Osservatorio di Brera”. Disegno di A. Beltrame
L’intuizione di Schiaparelli
Nei secoli gli astronomi osservavano il ricorrente fenomeno delle “stelle cadenti”, senza comprenderne l’origine. Fu l’eclettico astronomo piemontese Giovanni Virgilio Schiaparelli, Direttore dell’Osservatorio Astronomico di Brera, a formulare una teoria che si rivelò azzeccata: le comete, avvicinandosi al sole in parte evaporano formando una lunga coda di gas e polveri, spazzata dal vento solare. In questo modo lasciano dietro di sé numerosissimi detriti. Quando la Terra attraversa queste regioni, i detriti entrano nell’atmosfera terrestre ed evaporano a causa del forte attrito lasciando una scia luminosa.
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