Per la prima volta in assoluto, la Corte internazionale di giustizia ha chiarito i doveri di diligenza dei Paesi nella protezione del sistema climatico terrestre. La Corte ha, inoltre, affermato che anche le comunità e gli ecosistemi devono essere tutelati dalla crisi climatica e che i danni nei loro confronti generano obblighi di ripristino o risarcimento.
La Corte internazionale di giustizia ha riconosciuto chiari obblighi a carico degli Stati di evitare gli impatti delle emissioni di gas serra sul sistema climatico e sulla natura, affermando il legame essenziale tra ecosistemi sani e stabilità climatica.
Secondo il WWF, si tratta di un importante segnale di speranza per le popolazioni più vulnerabili e per tutti gli ecosistemi e le specie del pianeta. Il WWF aveva sottoposto alla Corte un parere consultivo.
La sentenza, pur non essendo vincolante, rappresenta una pronuncia dal forte valore giuridico e morale e fornisce parametri fondamentali per l’interpretazione delle responsabilità legali degli Stati.
In vista della COP30 in Brasile
«Questa decisione fornisce la chiarezza giuridica che il mondo stava aspettando. La Corte ha giustamente riconosciuto che il cambiamento climatico è una preoccupazione comune dell’umanità e che un ambiente sano è alla base della salute e del benessere delle persone. Questo parere consultivo potrebbe avere implicazioni di vasta portata per le decisioni nazionali e le future azioni legali volte ad esigere dagli Stati l’adempimento dei propri obblighi in materia di clima, nonché a garantire l’integrità della natura e degli ecosistemi» ha commentato Manuel Pulgar-Vidal, Responsabile Globale per il Clima e l’Energia del WWF e presidente della COP20.
Il parere della Corte internazionale di giustizia arriva mentre il mondo si prepara alla COP30 in Brasile. Questo nuovo quadro interpretativo delle obbligazioni giuridiche degli Stati potrà contribuire a orientare risposte più efficaci e integrate alla crisi planetaria.
I piccoli Paesi insulari minacciati dal riscaldamento globale
Il parere consultivo rappresenta l’atto conclusivo di un percorso giuridico straordinario, iniziato con gli studenti di giurisprudenza delle isole del Pacifico. Nonostante contribuiscano per meno dello 0,01% alle emissioni globali, Paesi come Vanuatu e Tuvalu devono affrontare minacce crescenti dovute all’innalzamento del livello del mare. Sotto la guida del Vanuatu, e grazie all’iniziativa dagli studenti, 132 Stati hanno chiesto alla Corte internazionale di giustizia di chiarire quali sono gli obblighi degli Stati nella protezione del clima dalle emissioni di gas serra e quali sono le conseguenze giuridiche del mancato intervento.
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