La realtà emergenziale della crisi climatica, dei cambiamenti climatici e delle loro conseguenze sulla nostra vita e sulla nostra economia supera di gran lunga il percepito della popolazione, che di malavoglia accetta, quindi, i sacrifici e gli adattamenti necessari a contrastarla e all’adattamento, come nel caso dei recenti aumenti delle bollette, in parte dovuti anche ai ritardi nella transizione ecologica e agli oneri penalizzanti delle quote “CO2” legati all’energia prodotta di origine fossile.
Ma quanto è largo questo divario tra realtà e percepito?
Ce lo rivela una ricerca condotta da Epson in 15 Paesi, tra cui l’Italia, al quale hanno partecipato 15.264 cittadini: il 46% delle persone crede che eviterà la crisi climatica nel corso della propria vita.
È davvero preoccupante che così tante persone non riconoscano l’esistenza del problema o addirittura la neghino. È un campanello d’allarme per tutti, governi, aziende e singoli cittadini, affinchè collaborino in modo che il vertice COP26 in programma a Glasgow (Scozia) a novembre prenda le decisioni e ispiri le azioni necessarie per mitigare i cambiamenti climatici. È questo l’obiettivo dell’Epson Climate Reality Barometer, pensato per inquadrare il dibattito in occasione della COP26.
Ingiustificato ottimismo nonostante le evidenze
Alle domande sulla capacità del genere umano di evitare una crisi climatica nel corso della loro vita, quasi la metà degli intervistati (46%) ha affermato di essere “molto” o “abbastanza” ottimista. All’opposto, solo il 27% si dichiara molto o abbastanza pessimisti. Tra gli italiani, il 38,8% si dichiara ottimista contro un 34,1% che afferma di essere pessimista.
Nel complesso, i motivi più comuni a sostegno di questo ottimismo sono la crescente consapevolezza dell’opinione pubblica sui cambiamenti climatici (32%), la capacità della scienza e della tecnologia di fornire soluzioni (28%) e la transizione verso le energie rinnovabili (19%).
Negazionisti climatici europei
Se in termini globali il 5% degli intervistati ritiene che non vi sia affatto un’emergenza climatica, la Germania (7%) e il Regno Unito (6%) si pongono in cima all’elenco dei negazionisti climatici europei.
Tempi molto lunghi per una soluzione
Il Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico (IPCC) indica che ci vorranno millenni per invertire alcuni cambiamenti climatici causati dall’uomo e, alla luce di una serie di eventi – tra cui la massima temperatura europea fatta registrare in Italia, gli incendi boschivi in Francia e Spagna e le alluvioni in Germania – i risultati del Barometer suggeriscono che il diffuso ottimismo in rapporto alle evidenze crea un pericoloso divario rispetto alla reale situazione climatica.
Henning Ohlsson, Director of Sustainability, Epson Europe, ha dichiarato: «L’emergenza climatica è davanti agli occhi di tutti ed è davvero preoccupante che così tante persone non ne riconoscano l’esistenza, o addirittura la neghino. È un campanello d’allarme per tutti, governi, aziende e singoli cittadini, affinchè tutti collaborino in modo che il vertice COP26 prenda le decisioni e ispiri le azioni necessarie per mitigare i cambiamenti climatici».
La comprensione della realtà
Il Barometer suggerisce che l’incomprensione del fenomeno può essere il risultato di un’incapacità di riconoscere i segnali dei cambiamenti climatici e, pertanto, di comprenderne la portata.
Oltre tre quarti degli intervistati (77%) vedono un collegamento tra i cambiamenti climatici e l’aumento delle temperature globali, le condizioni meteorologiche estreme (74%) e gli incendi boschivi (73%). Al contrario, la consapevolezza scende a poco più della metà per eventi come le carestie (57%), le migrazioni di massa (55%) e le epidemie di insetti (51%).
Non ci decidiamo ad agire
Anche se diverse persone sono disposte a modificare il proprio stile di vita per affrontare la crisi, alcune non prendono l’iniziativa. Il Barometer mostra che: il 65% è d’accordo a ridurre i viaggi di lavoro e di piacere (già la fa o ha in programma di farlo), ma solo il 40% lo ha fatto; il 68% concorda di passare ai veicoli elettrici, ma solo il 16% lo ha fatto; e il 58% concorda di adottare una dieta vegetariana, ma solo il 27% lo ha fatto.
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