L’Atmosphere Monitoring Service di Copernicus, il programma di osservazione della Terra dell’Unione Europea, sta segnalando l’arrivo di un’enorme nube di polvere sahariana, che sta attualmente attraversando il Mediterraneo e che raggiungerà l’Europa occidentale, portando con sé tramonti arancioni, orizzonti nebbiosi e un sottile strato di sabbia desertica che ricoprirà ogni cosa, dai parabrezza ai pannelli solari.
Secondo le ultime previsioni del CAMS (Copernicus Atmosphere Monitoring Service), nei prossimi giorni la nube dovrebbe spostarsi verso nord, influenzando in modo significativo la qualità dell’aria in tutta la penisola iberica prima di raggiungere il Regno Unito e la Scandinavia (segui qui le previsioni del CAMS).
Il fenomeno non è nuovo per le regioni che si affacciano sul Mediterraneo, ma quali sono i rischi per la salute delle polveri sottili PM10 portati dalla nube di sabbia?
I rischi per la salute
La sabbia del deserto comporta un silenzioso rischio per la salute, per la presenza del PM10, il particolato con diametro inferiore a 10 micrometri. Si tratta di particelle abbastanza piccole da passare nei polmoni, dove possono irritare le vie respiratorie, aggravare l’asma e avere un impatto sui gruppi vulnerabili come gli anziani e i bambini.
È certamente molto più pericoloso l’inquinamento da PM2,5, le particelle molto più fini provenienti dai gas di scarico, dai processi industriali e dalla combustione del legno, che possono penetrare più in profondità nei polmoni e persino entrare nel flusso sanguigno.
Non è sempre colpa del cambiamento climatico
La scienza non ha ancora raggiunto una conclusione definitiva sul collegamento tra l’aumento del fenomeno della “polvere del Sahara” e la desertificazione indotta dal cambiamento climatico.
Gli scienziati cercano di capire come esattamente l’espansione del deserto del Sahara verso sud influenzi la fonte della polvere.
Gran parte della polvere sospesa nell’atmosfera proviene da specifici punti caldi del pianeta, come la depressione di Bodélé, in Ciad, dove la polvere è abbastanza leggera da salire nell’atmosfera quando si verificano specifiche condizioni di pressione.
Quando si combinano temperature più elevate, siccità e maggiore evaporazione con una cattiva gestione del territorio, si favorisce l’aumento delle tempeste di sabbia e polvere.
Cosa spinge la sabbia verso nord
Il cambiamento climatico, invece, provoca sicuramente l’aumento della frequenza delle tempeste di sabbia sahariane che raggiungono l’Europa.
Le polveri sottili viaggiano anche per migliaia di chilometri trasportate dal vento quando si stabilisce un’alta pressione nel Mediterraneo centro-orientale. Le correnti che passano sopra il Sahara, risalgono poi il Mediterraneo trasportando le polveri raccolte nel deserto.
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