• Natura
    • Animali, piante e habitat
    • Amici animali
  • Uomo e pianeta
    • Ambiente
    • Società
  • Scienza
  • Cultura
    • Libero pensiero
    • Personaggi
    • Eventi e iniziative
    • Recensioni
    • Edinat
  • Eco Lifestyle
    • Buone pratiche
    • Cibo e benessere
    • Mobilità sostenibile
  • Viaggi e outdoor
    • Italia
    • Mondo
    • Consigli e attrezzature
  • Fotografia
    • Si fa così
    • Fotoemozioni
  • Video
La Rivista della Natura
  • Ogni giorno notizie su Uomo, Ambiente e Pianeta

  • Abbonamenti
  • Autori
  • Pubblicità
  • vai
La Rivista della Natura
  • vai
  • Natura
    • Animali, piante e habitat
    • Amici animali
  • Uomo e pianeta
    • Ambiente
    • Società
  • Scienza
  • Cultura
    • Libero pensiero
    • Personaggi
    • Eventi e iniziative
    • Recensioni
    • Edinat
  • Eco Lifestyle
    • Buone pratiche
    • Cibo e benessere
    • Mobilità sostenibile
  • Viaggi e outdoor
    • Italia
    • Mondo
    • Consigli e attrezzature
  • Fotografia
    • Si fa così
    • Fotoemozioni
  • Video
condividi twitta WhatsApp
stai leggendo Come quando fuori piove: in bicicletta sotto l’acqua
Prima pagina
Viaggi e outdoor
Consigli e attrezzature
i consigli

Come quando fuori piove: in bicicletta sotto l’acqua

Come quando fuori piove: in bicicletta sotto l’acqua

Cesare De Ambrosis Cesare De Ambrosis 10 Mar 2019

Il primo e più banale consiglio che vi posso dare è il seguente: se sta piovendo e le previsioni non fanno presagire nessuno spiraglio di sole, statevene a casa!

Pedalare sotto la pioggia non è di per se né piacevole né sicuro. L’abbigliamento di un ciclista da corsa non potrà mai essere perfettamente stagno per un lungo periodo, la pioggia impedisce di vedere bene, anche indossando occhiali protettivi, la frenata sarà in parte compromessa e gli spazi d’arresto si allungano notevolmente. Tante volte in discesa, sotto il diluvio, ho dovuto usare i piedi per cercare di rallentare. La tenuta dei nostri risicati copertoncini sul bagnato è aleatoria. La scarsa visibilità aumenta il rischio di essere investiti da altri utenti della strada.

Per non parlare dell’infernale effetto mulino esercitato dalle ruote che spruzzano acqua, fango e sporco sia davanti che dietro. In tal senso, anche senza la pioggia, una strada bagnata o una pozzanghera possono essere devastanti se attraversate a più di 20 chilometri all’ora.

Ma allora chi ce lo fa fare?

C’è sempre un motivo, per esempio: essere impegnati in un lungo viaggio e non potersi fermare, venire sorpresi da un temporale improvviso senza un luogo per ripararsi, iniziare la gita in condizioni variabili che poi sono peggiorate, dover disputare una gara, non poter sopportare l’idea di restare a casa!

Quando la pioggia ci sorprende in bicicletta, se si trova subito un riparo sicuro, meglio fermarsi per decidere il da farsi. Le app meteo e un po’ di capacità d’osservazione posso aiutare a capire quando e se smetterà di piovere. Altrimenti copriamoci con quello che abbiamo e affrontiamo l’acqua con buona lena. Un certo sforzo ci farà patire meno il freddo. Poi una volta che si è del tutto fradici, la sensazione di fastidio si attenua.

Per tenere spalle, braccia e tronco del corpo asciutti, esistono in commercio delle giacchette impermeabili, con la parte posteriore più lunga dell’anteriore, da indossare sopra il normale abbigliamento da ciclista, ormai sono abbastanza sottili da poterle facilmente trasportare con noi in una tasca. Quelle più costose non fanno passare nemmeno una goccia e permettono un minimo di traspirazione. Le altre al massimo riparano per poco tempo e ci si ritrova comunque bagnati dalla pioggia e  dal proprio sudore.

Altra piccola invenzione molto utile è un’aletta di plastica semirigida, dal costo contenuto, che si deve incastrare sotto il sellino: ripara la schiena dagli spruzzi sollevati dalla ruota posteriore. Non vi propongo una coppia di parafanghi: assolutamente inguardabili e dal peso insostenibile, almeno per un amante della bici da corsa.

Difficile proteggere in maniera pratica ed efficace le altre parti del corpo dalla pioggia, magari una cuffia da bagno sopra il casco può salvare la testa. Le gambe si possono bagnare: con i pantaloni corti asciugano in fretta, con quelli lunghi, si rimane bagnati, ma non gelati. I piedi sono un problema, le scarpe per bici da corsa sono traforate e leggerissime e si bagnano in un istante, poi le calze non asciugano mai, le galosce per il freddo, spesso non sono impermeabili. Di solito resto con i piedi a mollo fino all’arrivo. Sorvolo sui guanti, le mani si possono bagnare, sono abituate!

Va ancora peggio quando ci si ferma, con gli abiti da ciclista inzuppati addosso. Dopo un attimo si comincia a barbellare dal freddo anche in un ambiente tiepido. Avviene quello che io definisco l’effetto frigorifero. L’evaporazione dell’acqua dai vestiti assorbe energia provocando dei brividi sulla pelle, se possibile è consigliabile cambiarsi quanto prima, portandosi qualche indumento di riserva in macchina. Oppure, sempre se in auto, alzare al massimo il riscaldamento e porre un asciugamano sul sedile per non sporcarlo e bagnarlo integralmente.

Sicuramente Gene Kelly affrontava la pioggia con uno spirito più brillante del mio, ma quello era tutto un altro film!

© riproduzione riservata
riproduzione consentita con link a originale e citazione fonte: rivistanatura.com
  • argomenti
  • bicicletta

Potrebbe interessarti:

Bicicletta, ma quanto mi costi

Bicicletta, ma quanto mi costi

L’altra svolta della bicicletta

L’altra svolta della bicicletta

Bicicletta, ecco perché cambiarla

Bicicletta, ecco perché cambiarla

  • vai
La Rivista della Natura
Sezioni
  • Natura
  • Uomo e pianeta
  • Scienza
  • Cultura
  • Eco Lifestyle
  • Viaggi e outdoor
  • Fotografia
  • Natura TV
  • Autori
Contatti
  • Redazione
  • Pubblicità
  • Publiredazionali
  • Abbonamenti
  • Diventa autore
Seguici
  • Facebook
  • Youtube
  • Vimeo
  • Instagram

© 2014 – 2026 Edinat - Edizioni di Natura - Milano · P.I./C.F. 02938530132

  • Dichiarazione sulla Privacy (UE)
Gestisci Consenso Cookie
Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
Funzionale Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
  • Gestisci opzioni
  • Gestisci servizi
  • Gestisci {vendor_count} fornitori
  • Per saperne di più su questi scopi
Visualizza le preferenze
  • {title}
  • {title}
  • {title}