Rena Bianca guarda verso le Bocche di Bonifacio, il tratto di mare che separa la Sardegna dalla Corsica meridionale. Quest’ultima è caratterizzata da alte scogliere di roccia calcarea bianca a picco sul mare, su cui sorge la celebre cittadella corsa.
È proprio questa prospettiva a rendere Rena Bianca particolarmente affascinante: la spiaggia diventa una sorta di terrazza naturale che si affaccia sulla Corsica, con il mare delle Bocche che funge da tangibile linea di confine fra le due isole.
Sculture nella roccia
Caratteristiche della Gallura sono le formazioni granitiche che incorniciano la spiaggia e il promontorio di Rena Bianca, creando un contrasto naturale con la sabbia e il mare. Il paesaggio gallurese è il risultato di una lunga evoluzione naturale: vento, pioggia, salsedine e mare hanno lavorato lentamente sulle superfici, arrotondandole, incidendole e creando vere e proprie sculture naturali, nelle quali si legge il rapporto millenario tra materia, clima e ambiente.
Un luogo nato per controllare il mare, dal quale oggi il mare si contempla
Sul promontorio che domina Rena Bianca si trova uno dei simboli storici di Santa Teresa Gallura: la Torre di Longonsardo. Costruita tra il XVI e il XVII secolo durante il periodo della dominazione spagnola, la torre faceva parte del sistema di difesa delle coste e occupava una posizione strategica proprio per la sua possibilità di controllo sulle Bocche di Bonifacio.
Percorrere il promontorio, raggiungere la torre e fermarsi a guardare il paesaggio consente di mettere in relazione la storia con la geografia: infatti dalla Torre lo sguardo supera Rena Bianca, attraversa il mare delle Bocche e si ferma all’orizzonte contro le falesie della Corsica.
Il turismo che incalza
La crescente notorietà della famosa spiaggia va di pari passo con l’aumento dei turisti in un ambiente costiero delicato. Per questo, soprattutto nei periodi di maggiore affluenza, l’accesso alla spiaggia è stato progressivamente regolamentato attraverso le modalità di fruizione dell’arenile e l’utilizzo obbligatorio di stuoie.
La spiaggia oggi rappresenta un patrimonio economico oltre che naturale: gestire e preservare la bellezza e l’unicità di Rena Bianca significa tutelare anche un capitale territoriale dal quale dipendono ospitalità, ristorazione, servizi, attività turistiche e occupazione.
Sostenibilità non solo come questione ambientale, quindi, ma anche strategia culturale ed economica per garantire futuro alle destinazioni.
Rena Bianca non è soltanto una delle spiagge più belle della Sardegna, ma rappresenta un valido esempio per altre località, non soltanto balneari. Il turismo del futuro, infatti, non può più basarsi su quanti visitatori si possono accogliere in un determinato luogo, bensì quanto a lungo quel luogo potrà conservare autenticità e valore nel tempo. A beneficio di tutti.
- © Annalisa Tozzi Fontana
- © Annalisa Tozzi Fontana
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