Lasciamo la vettura poco dopo la località Pattemouche (1.620 m/slm) per raggiungere con la sterrata il ponte sul torrente Chisone. Non lo attraversiamo ma ci teniamo a destra risalendo il corso d’acqua su una sterrata più piccola che con andamento altalenante ci porta rapidamente al rifugio Mulino di Laval (1.670 m/slm).
La via è semplice poiché si tiene sempre lungo la sterrata con il torrente alla nostra sinistra, alternando tratti più boscosi ad altri un poco più aperti. Dopo un’area pic-nic troviamo, un po’ spostati sulla destra, i resti delle fonderie che lavoravano il materiale, per lo più calcopirite da cui veniva ottenuto zolfo e rame, proveniente dalle miniere che tra fine Ottocento e inizio Novecento si trovavano in alta valle oltre i duemila metri di quota e di cui si ricorda ancora la tragedia del 19 aprile 1904, quando una valanga travolse 81 minatori.
Poco dopo la sterrata si trasforma in sentiero ma noi giriamo a sinistra per attraversare il torrente Chisone (1.745 m/slm). Proseguiamo ancora in salita sulla nuova sterrata ma, fatti pochi metri, prendiamo a sinistra, in salita più netta e decisa.
Prendiamo quota con il panorama che si fa sempre più di ampio respiro arrivando al rifugio Troncea (1.915 m/slm, fontana), posizionato in prossimità di alcuni alpeggi e in posizione panoramica sull’alta valle.
Superato il rifugio proseguiamo sul “Sentiero del Plaisentif” alternando tratti alberati ad altri di pascoli verdeggianti costellati da fioriture e una volta raggiunta la quota più elevata (1.940 m/slm circa) procediamo con brevi sali-e-scendi piacevolmente rilassanti fino ad arrivare poco a valle dei resti della borgata Seytes.
Ora giriamo nettamente a sinistra in forte discesa e con brevi zig zag ci tuffiamo letteralmente tra gli alberi per sbucare sulla sterrata di fondovalle in località Baracot, nei pressi di uno dei parcheggi a pagamento. Da qui percorriamo la sterrata in discesa che segue il corso del torrente Chisone arrivando al casotto del Parco (1.680 m/slm, fontana) e a un altro parcheggio a pagamento. Tenendoci sempre sulla medesima sterrata ignoriamo il ponte all’altezza del rifugio Mulino di Laval per attraversare il torrente su ponte seguente, chiudendo l’anello.
Plaisentif, il formaggio delle viole
Le mucche che raggiungono i pascoli oltre i 1.500 m/slm alla fine di giugno trovano un mondo fatto di fiori che costellano i campi, uno spettacolo per gli occhi ma anche per il palato e che influisce non poco sul sapore del latte che esse producono dopo essersene cibate. Proprio per questo dal 2000, in Val Chisone, il latte munto da fine giugno a fine luglio viene trasformato nel Plaisentif, un formaggio unico e speciale la cui ricetta affonda le radici nel lontano 1500. Viene detto anche il “formaggio delle viole” poiché questi sono i primi fiori a sbocciare, ed è regolamentato da un rigido disciplinare. Le tome sono più piccole del solito, di solo latte vaccino intero e crudo e devono stagionare 80 giorni nelle cantine tradizionali di pietra. Il risultato è un formaggio a pasta gialla dal sapore molto forte e aromatico di fiori, che si accompagna bene con il dolce miele di montagna.
Le forme possono essere messe in commercio solo dopo che si è svolta la fiera di Perosa Argentina, la terza domenica di settembre, e possono fregiarsi del nome Plaisentif previo rigoroso controllo, dopo il quale viene apposto su ogni forma una “P” con una viola stilizzata, seguita dal nome del produttore. La produzione è piuttosto limitata, non più di 5-6mila tome l’anno lavorate da una associazione di 13 malgari, su un territorio che va da Usseaux alla Val Troncea e fa parte del paniere dei prodotti tipici della Provincia di Torino.
Il “Sentiero del Plaisentif” è lungo 50 km, si snoda da Villaretto alla Val Troncea e porta a toccare sette alpeggi produttori dello speciale formaggio. Questo formaggio viene già citato nel XVI secolo quando i territori della Val Chisone da Perosa in giù passarono dal dominio francese a quello sabaudo. Temendo di perdere i commerci con l’alta valle, rimasta sotto dominio del Delfinato francese, la popolazione di Perosa chiese garanzie donando al castellano alcune forme del formaggio prodotto in alta valle: il Plaisentif, “più prezioso del capretto e del montone.”
Note
Dati totali anello
Lunghezza: 10 km
Dislivello: 400 m
Tempo al netto delle soste: 3 h 30 min
Attenzione: il percorso è facile e intuitivo ma prima di ogni escursione è sempre buona norma informarsi sulle condizioni meteo.
In base alle condizioni nivologiche, percorso fattibile anche con neve seguendo l’apposita segnaletica stagionale.
Link utili
- Anello Val Troncea. © F. Voglino/A. Porporato
- Anello Val Troncea. © F. Voglino/A. Porporato
- Anello Val Troncea. © F. Voglino/A. Porporato
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