Ne abbiamo seguito la partenza dalla Nuova Zelanda per raggiungere l’Antartide. Poi abbiamo raccontato il suo record mondiale nelle esplorazioni oceanografiche. Ora la motonave rompighiaccio Laura Bassi dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS), dopo oltre 12 mila miglia percorse e 40 giorni di navigazione, è tornata alla sua base nel porto di Ravenna.
Si è così ufficialmente conclusa con successo la sua missione nell’ambito della Campagna oceanografica della 38° Spedizione Italiana del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (PNRA), finanziato dal Ministero dell’Università e Ricerca (MUR) e gestito dall’ENEA per la pianificazione logistica e dal Consiglio nazionale delle ricerche – CNR per la programmazione scientifica.
I ricercatori italiani nel punto più a Sud mai raggiunto via mare
La Laura Bassi ha riportato in Italia i campioni scientifici raccolti in Antartide e quest’anno si è distinta per aver portato la ricerca italiana nel punto più a sud dell’Antartide raggiungibile via mare.
La nave rompighiaccio ha portato in Italia campioni e ai materiali provenienti dalle attività scientifiche della Stazione italiana Mario Zucchelli, della base Concordia e quelli prelevati nel corso delle due campagne oceanografiche. A bordo, anche i primi campioni di ghiaccio del progetto europeo Beyond Epica-Oldest Ice, coordinato dall’Istituto di Scienze Polari del CNR e che vede la partecipazione di dieci Paesi tra cui, per l’Italia, anche l’Università Ca’ Foscari e l’ENEA incaricata, insieme all’Istituto polare francese (Ipev), del modulo di lavoro relativo alla logistica.
Durante la prima campagna oceanografica sono state portate a termine tutte le attività pianificate, come il lancio e recupero di boe per lo studio della circolazione marina, lo studio dell’atmosfera, la pesca scientifica, le indagini di laboratorio biologico e chimico-fisico e la messa a mare e recupero di mooring, ovvero sistemi di misura ancorati al fondo del mare utilizzati per lo studio di caratteristiche fisiche della colonna d’acqua.
Durante la seconda campagna sono state eseguite, in condizioni meteo avverse, attività di ricerca nel campo della geologia e geofisica, con indagini a mezzo carotaggi e sismica multicanale per lo studio geologico del fondale marino.

La rompighiaccio Laura Bassi dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS).
«Quest’anno le attività a bordo della nave Laura Bassi hanno coinvolto 46 tra ricercatrici, ricercatori e tecnici nell’ambito di 8 progetti finanziati dal PNRA oltre alle attività in collaborazione con l’Istituto Idrografico della Marina Militare. Siamo molto soddisfatti di essere riusciti a completare tutte le attività scientifiche in programma» spiega Franco Coren, direttore del Centro Gestione Infrastrutture Navali dell’OGS.
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