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Natura
Animali, piante e habitat
INGREDIENTI NATURALI

Le 12 piante selvatiche benefiche, ma vulnerabili

Le 12 piante selvatiche benefiche, ma vulnerabili

Redazione Redazione 24 Apr 2022

In cucina, nel beauty, nell’armadietto dei farmaci ci sono innumerevoli prodotti per la bellezza, la salute e il benessere basati su ingredienti ricavati da piante selvatiche vulnerabili.

Un nuovo rapporto della FAO mette in evidenza la necessità di un uso sostenibile di queste risorse, a partire dalle “Wild Dozen”, le dodici piante simbolo delle piante selvatiche minacciate.

Nella dispensa possiamo trovare noci del Brasile, soda contenente gomma arabica e tisane alla liquirizia. In bagno vanno per la maggiore lozioni al burro di caritè o prodotti per la cura della pelle a base di olio di baobab o di argan. E tra le fragranze non mancano il franchincenso o il nardo.

Un rapporto pubblicato dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO), dal titolo “Monitoraggio delle specie selvatiche: Valutare i rischi e le opportunità del commercio di ingredienti ricavati da piante selvatiche”, fa chiarezza su dodici specie selvatiche simbolo, o “Wild Dozen”, che sono diffuse, a nostra insaputa, in prodotti di uso quotidiano.

piante selvatiche

Il rapporto, elaborato in collaborazione con TRAFFIC, un’organizzazione non governativa che opera nel settore del commercio mondiale di animali e piante selvatici, e con l’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura, ha rilevato un aumento vertiginoso della domanda mondiale di ingredienti ricavati da piante selvatiche, pari a oltre il 75% del valore registrato negli ultimi vent’anni. La domanda di ingredienti ricavati da piante selvatiche continua a crescere, soprattutto nei Paesi più benestanti. Soltanto negli Stati Uniti, si calcola che nel 2020 i consumatori abbiano speso 11,3 miliardi di dollari di integratori alimentari a base di erbe.

Sono migliaia le specie a rischio, prevalentemente a causa della perdita di habitat nonché di altri fattori quali i cambiamenti climatici e lo sfruttamento eccessivo. Scarica qui il rapporto FAO-TRAFFIC_IUCN

Le “Wild Dozen”

piante selvatiche

Boswellia sacra. © Scott Zona/CC-BY-2.0

  1. Boswellia sacra: diffusa nelle regioni nord-orientali dell’Africa, nonché in Oman, Somalia e Yemen, produce una resina – il franchincenso – utilizzata in aromaterapia, cosmesi e per la produzione di incenso, profumi e medicinali tradizionali. Stato di conservazione: quasi minacciata
piante selvatiche

Pygeum africanum. © David J. Stang/CC BY-SA 4.0

  1. Pygeum africanum: noto anche come Prunus africana, quest’albero cresce nelle foreste dell’Africa tropicale e i suoi estratti sono impiegati per la creazione di prodotti medicinali ed erboristici. Stato di conservazione: vulnerabile
piante selvatiche

Albero di caritè (Vitellaria paradoxa). © Marco Schmidt/CC BY-SA 2.5

  1. Albero di caritè (Vitellaria paradoxa): diffuso in tutta l’Africa, dal Senegal all’Uganda, è ampiamente usato sia nell’industria alimentare, come equivalente del burro di cacao, sia nell’industria cosmetica. A livello locale è utilizzato come grasso per una cottura sana. Stato di conservazione: vulnerabile
  2. Nardo (Nardostachys jatamansi): pianta aromatica perenne che cresce sull’Himalaya e le cui radici vengono raccolte per le loro proprietà medicinali. Stato di conservazione: in pericolo critico
  3. Gomma arabica (Acacia senegal): questa specie cresce in Africa ed è utilizzata prevalentemente nell’industria alimentare e farmaceutica come additivo, agente emulsionante o stabilizzante. Stato di conservazione: non valutata
  4. Idraste (Hydrastis canadensis): la specie è nativa della fascia orientale del Nord America ed è usata prevalentemente per la produzione di medicinali. Stato di conservazione: vulnerabile
  5. Euforbia (Euphorbia antisyphilitica): l’euforbia è originaria del Messico e delle zone poste lungo il confine con gli Stati Uniti. La cera candelilla ricavata da questa pianta era un comune ingrediente delle gomme da masticare. Viene impiegata come additivo alimentare (E902) e nell’industria cosmetica e farmaceutica, nonché per la produzione di cere e vernici industriali. Stato di conservazione: non valutata
piante selvatiche

Argan o argania (Argania spinosa). © MPF/GFDL

  1. Argan o argania (Argania spinosa): grazie alle sue proprietà anti-invecchiamento, l’olio estratto dai semi dell’argan è particolarmente apprezzato dai consumatori europei e nordamericani di prodotti cosmetici, ma è utilizzato anche per la cura di alcuni disturbi, tra cui l’acne e l’artrite. Cresce in Algeria, Mauritania, Marocco e nel territorio del Sahara occidentale. Stato di conservazione: vulnerabile
piante selvatiche

Baobab africano (Adansonia digitata). © Roburq/CC BY-SA 3.0

  1. Baobab africano (Adansonia digitata): la varietà Adansonia digitata di questa specie è nativa del continente africano. La polvere di baobab è usata come ingrediente per alimenti e bevande, mentre l’olio ricavato dai suoi semi è una materia prima dell’industria cosmetica. Stato di conservazione: non valutata
piante selvatiche

Noce del Brasile (Bertholletia excelsa). © CIFOR/CC BY-NC-ND 2.0

  1. Noce del Brasile (Bertholletia excelsa): pianta esclusivamente selvatica, è sfruttata soprattutto per i suoi frutti energetici, ricchi di nutrienti e sostanze antiossidanti, tra cui magnesio, zinco, proteine e selenio. Il valore legato alla raccolta delle noci ha contribuito alla conservazione di milioni di ettari di foresta amazzonica. Per tale ragione la pianta è spesso considerata il pilastro della conservazione della foresta amazzonica. Stato di conservazione: vulnerabile
  2. Liquirizia (Glycyrrhiza glabra L.): questa pianta erbacea perenne originaria dell’Eurasia, dell’Africa settentrionale e dell’Asia occidentale è usata prevalentemente a scopo terapeutico, come edulcorante in campo alimentare e nell’industria del tabacco. Stato di conservazione: a rischio minimo
  1. Ginepro (Juniperus communis): Il ginepro comune è una specie diffusa nelle fasce temperate e subartiche dell’emisfero boreale. Le sue bacche sono una materia prima indispensabile per la produzione del gin, oltre a essere utilizzate come aroma alimentare, olio essenziale e ingrediente nelle applicazioni cosmetiche. Da tempo immemorabile, inoltre, il ginepro è impiegato per scopi sia terapeutici che religiosi. Stato di conservazione: a rischio minimo

 

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