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Natura
Animali, piante e habitat
DA OSSERVARE LUNGO I CORSI D'ACQUA

Le piante acquatiche

Le piante acquatiche
Nymphaea alba con Hippuris vulgaris. © Paolo Roccaforte

Paolo Roccaforte Paolo Roccaforte 14 Lug 2020

Gli itinerari lungo i fiumi e i ruscelli di risorgiva, percorsi da acque smeraldo, di straordinaria limpidezza, con un elevato grado di ossigenazione, offrono un’ottima occasione per osservare le piante acquatiche, le cosiddette idrofite.

Vallisneria

Tra le piante acquatiche, caratteristica dei corsi d’acqua di risorgiva, è la Vallisneria (Vallisneria spiralis), che vediamo oscillare nei lenti corsi d’acqua con le sue lunghe e strette foglie di colore verde scuro; è una pianta dioica in cui fiori maschili e femminili si sviluppano alla base delle rispettive piante e proprio i fiori sono protagonisti di un sistema di impollinazione che rappresenta uno dei più tipici adattamenti alla vita acquatica.

I fiori femminili sono solitari e vengono portati da un lungo peduncolo, all’inizio però assai breve perché strettamente ravvolto a spirale (da cui il nome specifico, “spiralis”); al raggiungimento della maturità riproduttiva, l’involucro del fiore femminile si rompe, il peduncolo spiralato si svolge raggiungendo una lunghezza notevole che permette ai fiori stessi di giungere a galleggiare sulla superficie dell’acqua. I fiori maschili, molto piccoli, sono differenziati sott’acqua, ma poi si distaccano completamente dalla pianta, in numero molto elevato, muovendosi liberamente nell’acqua sino a giungere a galleggiare in superficie. La corrente trasporta i fiorellini maschili sino a che vanno ad urtare con le antere mature i grandi stimmi piumosi dei fiori femminili deponendovi i granuli di polline. Avvenuta l’impollinazione, il peduncolo del fiore femminile si contrae nuovamente a spirale trascinando il fiore presso la base della pianta ove la maturazione del piccolo frutto carnoso e del seme può avvenire in un ambiente protetto.

La Vallisneria vive completamente sommersa e si nota soprattutto per le foglie, che sono lineari, nastriformi, larghe da mezzo centimetro a 1,5 cm e lunghe da una ventina di centimetri al metro.

In virtù della buona capacità di riproduzione vegetativa dovuta allo sviluppo di stoloni dal breve fusto infisso nel fondale, in genere più cespi si presentano vicini gli uni agli altri costituendo fitte coperture sommerse.

Vallisneria spiralis. © Lamiot/CC BY-SA 4.0

Lingua d’acqua pettinata

Un’altra pianta acquatica caratteristica e inconfondibile, è la Lingua d’acqua pettinata (Potamogeton pectinatus), che forma delle autentiche praterie sommerse; a differenza della precedente, di cui si vedono le foglie e non i fusti, qui invece si vedono i fusti, cilindrici e lunghi sino a 3 m, dotati di foglie lineari, larghe appena 2 mm. Del genere Potamogeton è quella a più ampia valenza ecologica; si distribuisce infatti in acque con velocità assai variabile ed è in grado di tollerare condizioni trofiche molto diverse pur prediligendo acque con una quantità di nutrienti media o elevata.

Potamogeton pectinatus. © Radio Tonreg/ CC BY 2.0

Peste d’acqua comune

Molte altre piante acquatiche compaiono in questo corredo vegetale fluitante, anche alcune esotiche tra cui la più conosciuta e territorialmente diffusa è la Peste d’acqua comune (Elodea canadensis). Originaria dell’America settentrionale, come ricorda l’epiteto specifico “canadensis”, fu introdotta in alcuni Orti Botanici europei attorno al 1840; da allora si è diffusa in gran parte degli stagni e dei corsi d’acqua del Vecchio Continente (coltivata all’Orto Botanico di Padova dal 1867).

Attualmente è ben distribuita in tutta Europa dove sono segnalate solamente le piante femminili; per questo motivo essa può riprodursi solamente per via vegetativa, propagandosi mediante frammenti del fusto che si spezzano facilmente e possono radicare altrove.

Elodea Canadensis. © Christian Fischer/CC BY-SA 3.0

Ninfea gialla e Ninfea bianca

Altre specie di piante acquatiche acquatiche radicanti, più vistose per loro fioriture, sono la Ninfea gialla (Nuphar lutea) e la Ninfea bianca (Nymphaea alba).

La prima ha un fusto molle che può raggiungere i 2 m di lunghezza e porta alla superficie grandi foglie a lamina ellittica; produce fioriture vistose di fiori gialli solitari di circa 4-5 cm di diametro sollevati di alcuni centimetri sul pelo dell’acqua. Fiorisce tra giugno e settembre e predilige acque stagnanti o lentamente fluenti.

La Ninfea bianca fiorisce da aprile a settembre con grandi fiori galleggianti (fino a 12 cm di diametro) bianchi, raramente rosei; vive in acque ferme o lente non troppo ricche di sostanze nutritive; la Ninfea bianca ha un rizoma carnoso sepolto nei sedimenti del fondo, che si ramifica più volte, al punto che le ramificazioni possono anche isolarsi, costituendo individui distinti. Da esso partono numerosi piccioli fogliari di lunghezza variabile in funzione della profondità dell’acqua, di solito non superiori ai tre metri. È ovunque in progressiva rarefazione a causa di fattori negativi, come la distruzione delle zone umide, l’eutrofizzazione delle acque, la pulitura troppo drastica dei canali.

Nuphar lutea.
Nymphaea alba.

Coda di cavallo acquatica

Particolare e presente in tutta la Padania, è la Coda di cavallo acquatica (Hippuris vulgaris), una pianta perenne con rizoma lungo e strisciante, dal quale si originano germogli lunghi 30-80 cm, che si sollevano di 15-20 cm al di sopra della superficie dell’acqua. Fiorisce da luglio ad agosto con fiori molto piccoli, di circa 3 mm.  Non particolarmente infrequente solo fino a uno-due decenni fa, oggi versa in uno stato di allarmante declino e risulta ormai a rischio d’estinzione locale nel brevissimo periodo.

Hippuris vulgaris. © Rl/GNU FDL

 

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