Un imponente studio, condotto dal team di ricerca coordinato da Roberto Ambrosini dell’Università di Milano in collaborazione con la Lipu e importanti ornitologi europei tra cui Franz Bairlein, pubblicato sulla rivista scientifica Wildlife Biology, rafforza e in alcuni casi anticipa le date dei Key Concepts della Commissione europea sulla migrazione preriproduttiva degli uccelli.
In base a questi nuovi studi, che hanno analizzato oltre 4 milioni di dati, i calendari venatori regionali sono tutti da rivedere e la riforma Lollobrigida della caccia è insostenibile.
«La migrazione di molti uccelli selvatici oggi cacciabili in Italia verso i luoghi di riproduzione inizia già entro la prima decade di gennaio, addirittura per il tordo bottaccio dalla terza decade di dicembre. Un enorme numero di dati lo conferma» commenta Claudio Celada, direttore Conservazione natura della Lipu-BirdLife Italia.
Lo studio ha analizzato 23 specie di uccelli cacciabili sulla base di oltre 4 milioni di dati della piattaforma di citizen science Ornitho.it al fine di valutare la tempistica della migrazione degli uccelli cacciabili in Italia, con particolare attenzione alle date di inizio della migrazione preriproduttiva essenziali per stabilire la data di chiusura dell’attività venatoria.
La migrazione preriproduttiva è una fase biologica particolarmente delicata per la conservazione delle specie e, per questo, fortemente protetta dalla Direttiva Uccelli, che vieta in modo rigoroso l’esercizio della caccia in tale periodo, cioè quando i primi contingenti hanno iniziato la migrazione verso i siti riproduttivi.
Alcune delle specie analizzate
Dallo studio emerge, da un lato, un’ulteriore anticipazione rispetto alle attuali date ufficiali della migrazione preriproduttiva (previste dal documento Key Concepts della Commissione europea) per specie quali:
- tordo bottaccio (dalla terza decade di dicembre)
- cesena (dalla prima decade di gennaio)
- tordo sassello (dalla seconda decade di gennaio)
che partono per i luoghi della nidificazione con i primi contingenti rilevanti, cioè almeno il 5% degli individui.
Emergono anche una serie di rilevanti variazioni per 19 specie (pari all’83% delle specie cacciabili), con un anticipo ulteriore delle date di partenza rispetto al documento Key Concepts. Da segnalare i casi:
- pavoncella (i cui i primi contingenti rilevanti di individui avviano la migrazione nella prima decade di gennaio anziché nella prima decade di febbraio);
- tordo bottaccio (terza decade di dicembre anziché seconda decade di gennaio); allodola (prima decade di gennaio anziché la terza).
«Le conseguenze dello studio sono importanti in molti aspetti scientifici e di conservazione, a cominciare dalla necessità di correggere i calendari venatori regionali per molte specie, tra cui turdidi e anatidi, anticipando la chiusura della caccia. Lo studio evidenzia altresì l’insostenibilità e l’inopportunità della proposta di riforma della caccia, voluta dal ministro Lollobrigida e in discussione al Senato, con il disegno di legge 1552, che vede nell’allungamento dei tempi di caccia uno dei suoi obiettivi principali. Una riforma che va abbandonata, per far posto finalmente a politiche di tutela serie e ben applicate» aggiunge Celada.
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