Anche gli oceani, che a noi sembrano ambienti tutto sommato stabili, conoscono variazioni stagionali che impongono a tutti i loro abitanti di migrare, dagli organismi planctonici fino alle balene, anche se su scale molto diverse. Le megattere (Megaptera novaeangliae) sono, tra i cetacei, le campionesse nello spostamento sulle lunghe distanze, nomadi che si muovono continuamente, percorrendo fino a 1500 chilometri al mese quando sono in migrazione, passando dall’equatore fino ai poli e viceversa.
Questo perché in estate, grazie all’aumento delle temperature e delle ore di luce, i mari freddi conoscono un’enorme crescita di plancton, che alimenta i piccoli pesci e il “krill”, ovvero i gamberetti di cui le balene si nutrono. Sono balene tipicamente costiere, che spesso si avvicinano molto alla costa fino a spingersi in piccole baie ed estuari.

Una coppia di megattere in navigazione. © Sylke Rohrlach/CC BY-SA 2.0
Dal punto di vista delle megattere, quindi, conviene macinare migliaia di miglia per sfruttare una tale abbondanza di cibo e, quando la stagione “calda” si conclude, le balene tornano nei mari temperati e tropicali per corteggiarsi, accoppiarsi e dare alla luce i propri piccoli.
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