La migrazione degli gnu, all’“inseguimento” dei pascoli migliori tra Kenya e Tanzania, è probabilmente la più famosa al mondo, ma è solo una delle grandi marce che compiono i mammiferi africani.

La ricerca di cibo e acqua spinge gli elefanti a continui spostamenti che con i cambiamenti climatici stanno diventando sempre più lunghi e tortuosi. © Erwin Niemand/shutterstock.com
Oggi sappiamo che gli elefanti (Loxodonta africana) – sui quali, viste le dimensioni, è molto semplice attaccare trasmettitori GPS – si spostano continuamente e lo fanno sempre più spesso a causa dei cambiamenti climatici. Sono erbivori molto adattabili, capaci di consumare ogni tipo di materiale vegetale, ma per recuperare i circa 150 chilogrammi di cibo al giorno di cui hanno bisogno, nei momenti di siccità più intensa, devono spostarsi di centinaia di chilometri. Vanno alla ricerca di pascoli migliori e fonti d’acqua, spesso guidati nei luoghi più adatti dalla memoria e dall’esperienza delle femmine anziane dei singoli branchi.
Purtroppo, la progressiva desertificazione costringe gli animali a compiere percorsi più lunghi e tortuosi, anche per evitare le aree degradate dalle attività umane o destinate al pascolo. La stessa sorte tocca a molti altri grandi mammiferi africani, minacciati da un clima divenuto sempre meno prevedibile e da habitat sempre più frammentati.
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