Era da molti anni, circa trenta, che la lumaca arborea polinesiana (Partula nodosa) non si vedeva più su tutte le isole della Polinesia francese, tanto da esser dichiarata estinta in natura, precisamente da quando altre specie più grandi e combattive inserite dall’uomo, l’avevano spodestata da gran parte del suo territorio originale.
Oggi, dopo ben due decenni di preparazione, i biologi sono riusciti finalmente a reintrodurla grazie agli esemplari allevati in alcuni zoo, formando alcune piccole popolazioni in cattività in attesa di un eventuale piano di conservazione.
Gli esemplari sono stati allevati dagli zoo di Londra, di Whipsnade, di Saint Louis e dalla Royal Zoological Society of Scotland (RZSS), e sono stati trasportati a ben 15.000 chilometri di distanza, nelle isole di Moorea e Tahiti nella Polinesia Francese.
La più grande reintroduzione di animali della storia
Il curatore degli invertebrati della Zoological Society of London (ZSL), Paul Pearce-Kelly, che coordina il Partula conservation programme evidenzia: «Nonostante le loro piccole dimensioni, queste lumache sono di grande importanza culturale, ecologica e scientifica: sono i fringuelli di Darwin del mondo delle lumache, essendo state ricercate per più di un secolo a causa del loro habitat isolato che fornisce le condizioni perfette per studiare l’evoluzione. Questa iniziativa sta, certamente, aiutando a riportare indietro queste specie dall’orlo dell’estinzione e mostra il potere di conservazione degli zoo per invertire la perdita di biodiversità. Con la natura in tutto il mondo sempre più minacciata, queste piccole lumache rappresentano la speranza per la fauna selvatica del mondo».
Fino a oggi, 8 specie e sottospecie classificate come estinte in natura, in pericolo critico o vulnerabili, sono state reintrodotte nei loro habitat.
Pearce-Kelly aggiunge: «Dopo decenni di lavoro nella cura di queste specie negli zoo di conservazione abbiamo iniziato a rimettere in libertà le lumache Partula 9 anni fa. Da allora, abbiamo reintrodotto nelle isole oltre 21.000 lumache Partula, comprese 11 specie e sottospecie estinte allo stato selvatico: quella di quest’anno è stata finora la più grande reintroduzione, grazie all’incredibile lavoro del nostro team internazionale di collaboratori, tra cui lo specialista di molluschi Justin Gerlach di Peterhouse dell’università di Cambridge».

Ad aprile, i custodi dello lo Zoo di Saint Louis negli Stati Uniti hanno trasportato 5.522 lumache Partula, estinte in natura e in pericolo critico di estinzione, nelle isole della Polinesia francese. © RZSS
Come mai una specie che prima contava migliaia di esemplari si è estinta in soli 15 anni?
Queste chiocciole sono scomparse dalla Polinesia dopo l’arrivo, nel 1982, della lumaca lupo rosa (Euglandina rosea), vorace predatrice portata nella regione per fronteggiare un’altra specie aliena: la chiocciola gigante africana (Lissachatina fulica). Quest’ultima consumava troppe risorse e tendeva ad espandersi velocemente sulle isole principali. Purtroppo per la Partula nodosa, la lumaca lupo rosa iniziò a predare sia gli invasori africani, sia i molluschi autoctoni. E così, poco tempo dopo, la chiocciola gigante africana diventò la dominatrice del territorio a discapito delle specie native, scomparse alla fine per colpa degli esseri umani.
A oggi, la situazione è cambiata radicalmente. Sia E. rosea che L. fulica non godono di buona salute nel territorio polinesiano, grazie anche all’avvio di progetti locali che cercano di limitare l’avanzata di questi invasori, facilitando il ritorno delle specie endemiche.
L’estinzione della Partula nodosa ha causato sulle isole svariati problemi a livello ecologico.
Le lumache del genere Partula sono dei detritivori e si nutrono di resti vegetali in decomposizione, di conseguenza, senza il loro contributo, gli ecosistemi polinesiani hanno avuto difficoltà a mantenere alcune relazioni e in alcuni casi questo ha provocato l’aumento di piccoli incendi dovuti all’eccessiva presenza di materiale decomposto e di funghi all’altezza del suolo.
Restituire perciò, queste specie allo stato selvatico vuol dire tornare all’equilibrio ecologico che ha permesso a queste isole e ai suoi abitanti di sopravvivere per millenni.
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