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Natura
Animali, piante e habitat
L’eleganza in Laguna

L’eleganza unica del Cavaliere d’Italia

L’eleganza unica del Cavaliere d’Italia
Foto: Emanuele Stival

Paolo Roccaforte Paolo Roccaforte 13 Gen 2017

Nello splendido e luminoso quadro della Laguna primaverile, la presenza del Cavaliere d’Italia (Himantopus himantopus) aggiunge, con la sua leggerezza ed eleganza, una ulteriore, armoniosa nota.
Tendenzialmente gregario, giunge nella Laguna di Venezia in aprile per nidificare in piccole colonie su dossi e argini con scarsa vegetazione erbacea, al margine di stagni e piccoli bacini idrici, su barene e isolotti sabbiosi, deponendo tre uova di colore beige screziate di bruno; le colonie, che possono arrivare a 40-50 coppie, sono generalmente plurispecifiche, in associazione quasi sempre con la Pettegola (Tringa totanus) e, tipicamente, con l’Avocetta (Recurvirostra avosetta).
L’aspetto di questo limicolo dal piumaggio bianco e nero è assolutamente unico, per la silhouette elegantissima, caratterizzata da una straordinaria lunghezza delle zampe vivacemente colorate di rosso carico e ampiamente sporgenti in volo al di là della coda. Si alimenta soprattutto di invertebrati catturati grazie al becco lungo e sottile, guadando con “sussiego” gli stagni lagunari e le barene.
I comportamenti più significativi sono quelli relativi al corteggiamento, all’accoppiamento e alla difesa dai predatori del nido e della prole, siano essi mammiferi o uccelli, con elaborate strategie di gruppo attraverso corali e rumorosi atteggiamenti aggressivi, che in genere disorientano l’assalitore.

Parate d’amore

Molto “scenografiche” sono le parate di corteggiamento, che si svolgono nei pressi del nido o dell’area scelta per questo scopo; dopo un saluto tra i partner, la femmina chiama il maschio con brevi richiami. Questi arriva e, dopo diversi movimenti ritualizzati della pulizia del piumaggio o dell’alimentazione, immergendo ripetutamente il becco in acqua, compie alcuni giri intorno alla femmina e quindi le sale sul dorso per l’accoppiamento. Terminato l’accoppiamento scende e spesso le pone un’ala sul dorso in una sorta di “abbraccio” di qualche secondo, mentre i becchi si incrociano. Poi, effettuando una breve corsa, la lascia con altri inchini e finte beccate in acqua. La cova in seguito è svolta da entrambi i genitori che si alternano sulle uova nell’arco dell’intera giornata. L’incubazione ha una durata di circa 22-25 giorni.
L’osservazione di questi comportamenti ripaga ampiamente una giornata passata magari sotto il sole cocente di alcuni angoli di laguna.

Foto: Emanuele Stival

Foto: Emanuele Stival

La distribuzione attuale del Cavaliere d’Italia in provincia di Venezia è concentrata soprattutto nella Laguna di Venezia, ma è tuttora incerta la consistenza della popolazione nidificante; si ipotizzano comunque 500-600 coppie.
Ad osservarlo così, agile e minuto, non si ha l’impressione che il Cavaliere d’Italia sia un grande migratore. Eppure esso vola a fine estate verso l’Africa, per migliaia di chilometri, tornando puntualmente nella primavera successiva con fedeltà ai luoghi di nascita e nidificazione. Le aree di svernamento della popolazione italiana, identificate grazie a un programma di marcaggio con anelli colorati, sono principalmente in Africa occidentale e in particolare in Senegal, Ghana, Mali e Sierra Leone.
Nella mia attività di guida naturalistica, ho sempre constatato come “l’aristocratico” Cavaliere d’Italia susciti sempre l’ammirazione dei visitatori sensibili, dai bambini agli adulti, dai birdwatcher dilettanti agli ornitologi più esperti.

© riproduzione riservata
riproduzione consentita con link a originale e citazione fonte: rivistanatura.com
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