È giunto al termine il progetto LIFE CLAW per la conservazione dei gamberi di fiume autoctoni (Austropotamobius pallipes), che ha puntato a contrastare il declino della specie nell’area dell’Appennino nordoccidentale delle Regioni italiane Emilia-Romagna e Liguria.
Il gambero di fiume è un crostaceo che vive nei torrenti e nei piccoli corsi d’acqua caratterizzati da acque pulite, fresche e ben ossigenate. Questa specie svolge un ruolo fondamentale nell’equilibrio degli ambienti d’acqua dolce: contribuisce al riciclo della sostanza organica e rappresenta una risorsa alimentare per numerosi animali. Per questo motivo è considerata una specie simbolo della biodiversità degli ecosistemi fluviali.
Negli ultimi decenni ha subito un drastico declino a causa di molte minacce ed è oggi inserita tra le specie di interesse comunitario tutelate dalla Direttiva Habitat dell’Unione Europea.
Le principali minacce sono rappresentate dalle specie aliene invasive, portatrici della malattia chiamata peste del gambero, dalla frammentazione degli habitat dovuta a sbarramenti artificiali, dal degrado dei corsi d’acqua e dagli effetti dei cambiamenti climatici.
I cicli di riproduzione
Con le ultime azioni di ripopolamento avvenute a Corniglio (Emilia-Romagna), a Monchio (Emillia-Romagna), a Frignoli (Toscana) e a Fontanigorda (Liguria) sono stati introdotti nei 13 siti ritenuti strategici un totale di circa 10.500 giovani individui (juveniles) riprodotti in ambiente controllato.
Nei primi 4 cicli di riproduzione erano stati introdotti 7.565 giovani gamberi. A conferma del successo, i monitoraggi notturni post-rilascio e le indagini con eDNA hanno confermato l’acclimatazione e la presenza negli anni successivi ai rilasci. Nel 2025, presso un sito nell’Appenino parmense, è stata anche documentata la nascita in natura della prima nuova generazione prodotta da individui reintrodotti.
Gli obiettivi raggiunti in questi sette anni
Il progetto, che ha coinvolto dieci partner ed è durato sette anni, ha adottato un approccio integrato combinando la tutela degli habitat, il controllo delle specie invasive, il rafforzamento delle popolazioni e il coinvolgimento di istituzioni, ricercatori e cittadini.
Diversi gli obiettivi raggiunti grazie al progetto, co-finanziato dallo strumento LIFE:
- sono state create o adeguate quattro strutture di allevamento ex situ, tutte dotate di vasche esterne con sistemi anti-predazione finalizzate alla reintroduzione e al ripristino delle popolazioni del gambero di fiume autoctono;
- per rendere efficaci e durature le azioni di conservazione, sono state condotte approfondite indagini preliminari e attività di ricerca scientifica;
- sono stati monitorati 271 corsi d’acqua principali (più 80 fuori Rete Natura 2000), individuando 67 popolazioni di gamberi autoctoni e 47 di alieni.
Fondamentali sono state le operazioni di contrasto alla dispersione di gamberi alloctoni invasivi. Tutte e tre le specie presenti nel territorio monitorato sono di origine nordamericana: il gambero rosso della Louisiana (Procambarus clarkii), il gambero della California (Pacifastacus leniusculus), il gambero americano (Faxonius limosus) – e rappresentano una grave minaccia per il gambero di fiume autoctono, con cui competono per habitat e risorse, oltre a fungere da vettori della peste del gambero.
Per ripopolare i corsi d’acqua idonei, è stato avviato un programma integrato di allevamento conservativo ex-situ – in ambiente controllato – e rilascio in natura. I riproduttori prelevati in natura sono stati sottoposti a continui controlli veterinari garantendo il 100% di esito negativo alla peste del gambero per tutti i nati in struttura.
La campagna di comunicazione
Oltre ad aumentare la consapevolezza, il progetto ha promosso la conoscenza della specie e l’importanza della sua conservazione, scoraggiando l’introduzione sconsiderata di specie alloctone invasive.
La sensibilizzazione del pubblico e della comunità scientifica è stata una colonna portante di LIFE CLAW, per consentire un’ampia attività di comunicazione, educazione, sensibilizzazione e per avviare scambi di informazioni.
Il progetto, inoltre, ha prodotto un Patto per la Conservazione del Gambero di Fiume, un documento di governance formale che contiene un’Agenda Locale e le mappe dei bacini idrici prioritari, promosso presso le istituzioni locali per la firma formale e l’istituzione di presidi permanenti di monitoraggio nelle province di Parma, Reggio Emilia e in Liguria.
Il progetto LIFE CLAW in numeri
- 7 anni la durata del progetto (dal 21.10.2019 al 30.09.2026)
- 4 centri d’allevamento attivati e messi in sicurezza
- 2.123 riproduttori selezionati e sottoposti a screening sanitario
- 10.500 giovani gamberi prodotti che stanno costituendo neo-popolazioni in 13 torrenti, precedentemente senza gamberi
- 271 corsi d’acqua monitorati (più 80 fuori Rete Natura 2000), individuando 67 popolazioni autoctone e 47 popolazioni di gamberi alieni
- 170 km di reticolo idrico ripristinati in termini di continuità e idoneità per la specie
- 79.296 gamberi alieni invasivi complessivamente rimossi o sterilizzati sul territorio di progetto con una diminuzione della popolazione aliena invasiva nei laghi target pari al 93,5%.
- 110 gli operatori e volontari formati, dedicati alle attività di contenimento e gestione
- oltre 30 Enti e Associazioni del territorio coinvolti nei tavoli tecnici
- oltre 10.600 gli studenti coinvolti tramite kit didattici, giochi educativi, interventi in classe e laboratori educativi
- 380 gli eventi organizzati sui territori con oltre 14.000 partecipanti diretti
- 17 articoli gli scientifici pubblicati su riviste internazionali; 5 i Quaderni Tecnici su genetica, sanità, allevamento, contenimento e monitoraggio; 43 i contributi presentati a congressi; 2 i convegni internazionali organizzati
- 25.735.000 persone raggiunte grazie alle attività di comunicazione, educazione e sensibilizzazione.
Se non vuoi perderti i prossimi articoli, iscriviti alla newsletter.
riproduzione consentita con link a originale e citazione fonte: rivistanatura.com







