Il convegno “Osservatorio Regionale per la biodiversità: dalla scienza alla conservazione”, promosso da Fondazione Lombardia per l’Ambiente (FLA) e in collaborazione con la Direzione Generale Territorio e Sistemi Verdi di Regione Lombardia, si è tenuto nell’ambito del Festival della Biodiversità organizzato dal Parco Nord Milano e giunto alla sua XVIII edizione.
L’incontro è stato l’occasione per mostrare alcune tra le principali e concrete esperienze di conservazione realizzate in Lombardia e nate grazie all’elaborazione delle informazioni raccolte dall’Osservatorio Regionale per la Biodiversità (ORBL) con il contributo di esperti, associazioni e citizen science.
500mila dati faunistici e floristici
L’Osservatorio Regionale della Biodiversità (ORBL) è stato istituito da Regione Lombardia nel 2011 e ormai conta oltre 500.000 dati faunistici e floristici. È guidato da Regione Lombardia insieme a un gruppo di partner che, oltre a FLA – referente per gli aspetti faunistici e gli habitat – include Parco Monte Barro-CFA (Centro Flora Autoctona), Centro Nazionale Carabinieri Biodiversità “Bosco Fontana”, ERSAF e ARPA Lombardia.
- È il caso delle Aree Prioritarie di Intervento per il ripristino della connessione ecologica tra i Siti Rete Natura 2000 in Lombardia, individuate con il progetto Life GESTIRE2020. Ne hanno parlato Sergio Canobbio e Paolo Rovelli.
- La “storia a lieto fine” della rara Rosalia alpina in Val Bodengo – nuova segnalazione della specie in Lombardia dopo quasi 25 anni – presentata da Riccardo Falco ha fatto, invece, da ponte tra ciò che si sta già concretamente facendo per la tutela della biodiversità e le sfide del prossimo futuro, presentate negli interventi di Sönke Hardersen e di Mauro Luchelli.
- La mezza giornata è stata anche l’occasione per valorizzare le proficue interazioni tra l’Osservatorio e altre realtà che a vario titolo contribuiscono alla tutela della biodiversità lombarda quali la Fondazione Patrimonio Ca’ Granda (presente Davide Del Corno con il progetto “Natura Ca’ Granda” realizzato con FLA) e il WWF (rappresentato da Massimiliano La Rosa dell’Oasi di Vanzago).

Momenti del convegno “Osservatorio Regionale per la biodiversità: dalla scienza alla conservazione”. © FLA
«La biodiversità è uno dei temi decisivi per il futuro del pianeta e i dati ci indicano l’urgenza di agire su scala internazionale, nazionale e locale. […] In Italia, tutte le Regioni partecipano alla stesura dei report raccogliendo e inviando i propri dati al Ministero competente (attualmente al MASE). La struttura operativa per la Regione Lombardia è l’Osservatorio Regionale per la Biodiversità che, in un certo senso, è la manifestazione regionale degli impegni presi proprio nell’ambito della Convenzione sulla Diversità Biologica del 1992» dichiara Fabrizio Piccarolo, Direttore Fondazione Lombardia per l’Ambiente.
«Siamo contenti che l’Osservatorio Regionale della Biodiversità e il report delle attività di monitoraggio trovino luogo ogni anno all’interno del Festival della Biodiversità» commenta Marzio Marzorati, Presidente di Parco Nord Milano.

Momenti del convegno “Osservatorio Regionale per la biodiversità: dalla scienza alla conservazione”. © FLA
Tra le attività che Fondazione Lombardia per l’Ambiente svolge per conto dell’ORBL, oltre a quella di supporto al reporting periodico sulle Direttive Natura, si segnalano progetti di studio e ricerca su alcune specie o gruppi di specie che meritano un’attenzione speciale perché particolarmente interessanti da un punto di vista conservazionistico, oppure perché sottoposte a forti pressioni che ne mettono a repentaglio la presenza sul nostro territorio: coleotteri, libellule, farfalle, pesci, anfibi e uccelli sono, infatti, ottimi indicatori e sentinelle dei cambiamenti ambientali in atto.
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