In occasione del centesimo anniversario della nascita, il Museo delle Scienze di Trento e il Mart di Rovereto celebrano il grande scrittore di Asiago con la mostra “Selvatici e salvifici. Gli animali di Mario Rigoni Stern”, dedicata allo straordinario bestiario scaturito dalla sua penna.
Fino al 27 febbraio 2022 le sale Muse al secondo piano di Palazzo delle Albere ospiteranno le opere, per la maggior parte inedite e ideate per l’occasione, di pittori, fotografi, scultori e artisti ambientali che interpretano la fauna letteraria e celebrano la sensibilità dello scrittore per il mondo naturale. Un mondo della cui fragilità e finitezza – diceva Rigoni Stern, con una sensibilità contemporanea e quanto mai attuale – è indispensabile essere consapevoli, un mondo “salvifico” e “da salvare”, perché “se l’uomo distrugge la natura recide le radici del futuro”.
L’esposizione si annuncia già all’esterno del Palazzo, sul prato del MUSE, con la grande sagoma lignea di circa 4 metri, dal titolo “Human”, che richiama la figura di un cervo, e prosegue in un percorso espositivo in cui a ogni autore, molti dei quali furono grandi amici di Rigoni Stern, corrisponde un’area intitolata a uno o più animali (scarica qui il catalogo).

L’inaugurazione con Stefano Zecchi, per il MUSE, Vittorio Sgarbi per Mart e Fiorenzo Degasperi, curatore della mostra. © MUSE
Volpi, orsi, urogalli, cervi, tassi, pernici e aquile, gli animali che lo scrittore ha incontrato durante la sua vita di uomo di montagna e raccontato con storie realistiche e commoventi, sono immaginati da 15 artisti, tra cui anche Fortunato Depero con i suoi orsi, galli e altri “animali futuristi”, che ne hanno interpretato la scrittura asciutta, limpida ed evocativa. In tutto una settantina di lavori, che dialogano con gli affreschi cinquecenteschi dell’antica dimora dei principi vescovi di Trento.
La mostra (curata dal critico d’arte Fiorenzo Degasperi e dal biografo dello scrittore Giuseppe Mendicino), così come descrizioni che Rigoni Stern dedica ai boschi, alle montagne e agli animali che le abitano, è un invito a camminare per i “suoi” sentieri e a visitare i luoghi evocati nelle sue storie: «mi piace immaginare che i miei lettori, percorrendo quei sentieri, possano provare le mie stesse impressioni ed emozioni».
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