Apre oggi, 14 febbraio, a Padova il Museo dell’Orto botanico dell’Università. Il nuovo nucleo espositivo, che farà conoscere al grande pubblico la storia della botanica e dei suoi rapporti con la medicina e la farmacopea, va così ad arricchire il percorso di visita del famoso Orto rinascimentale, fondato nel 1545 e sito Unesco unico al mondo, e del Giardino della biodiversità.

L’Orto antico visto dall’alto.
In mostra, nell’edificio settecentesco in cui abitò fino a metà del Novecento il Prefetto dell’Orto, una selezione significativa del vasto patrimonio storico dell’Università, con collezioni risalenti prevalentemente all’Ottocento e al primo Novecento.
- Disegno della mandragora, da Pseudo Apuleio, De herbarum virtutibus, manoscritto illustrato [area veneta, fine sec. XV]. Biblioteca storica di medicina e botanica Vincenzo Pinali e Giovanni Marsili, Università di Padova – Collezione Orto botanico
- Tavola della pianta di caffè da Prospero Alpini, De plantis Aegypti, Venezia 1592. Biblioteca storica di medicina e botanica Vincenzo Pinali e Giovanni Marsili, Università di Padova – Collezione Orto botanico
Tra queste spicca l’erbario storico, uno straordinario archivio della biodiversità vegetale con circa 800.000 esemplari di piante, alghe, funghi e licheni. Il percorso, curato dalla responsabile scientifica Elena Canadelli, si snoda lungo un anello che consente di ripercorrere le tappe fondamentali della storia dell’Orto partendo letteralmente dalle sue radici – ovvero da uno dei suoi più antichi esemplari arborei, un tronco di agnocasto risalente alla metà del Cinquecento – per concludersi con il prezioso patrimonio di volumi che hanno fatto la storia della botanica e della medicina.
- Erbario realizzato da Giovanni Macchion, capo giardiniere dell’Orto di Padova dal 1631 al 1694, appartenuto a Sir John Finch, ambasciatore inglese presso l’Impero ottomano. Erbario composto da 182 fogli, oltre 900 esemplari [Padova, 1688]. Centro di Ateneo “Orto botanico”, Università di Padova
- Un foglio con l’alga Gelidium vittatum, dall’algario di Achille Forti, primo Novecento. Erbario dell’Università di Padova
Passando, poi, per una spezieria di fine Settecento, dove la strumentazione originale e le preparazioni si combinano con esperienze sonore e interattive, e un’aula di fine Ottocento, per imparare a esercitare l’occhio sulle collezioni botaniche didattiche di tavole parietali, semi, funghi e legni delle forme più diverse.
Negli spazi del Teatro botanico recentemente restaurato si può assistere alla proiezione del film Goethe. La vita delle foglie, in cui si racconta l’ideale ritorno di Goethe a Padova, oggi, nel 2023, mentre nelle sale successive è possibile immergersi in esperienze interattive come Botanica senza frontiere, in cui una mappa evidenzia i legami dell’Orto con il resto del mondo, o Una storia illustrata della botanica e della medicina.
L’accesso al Museo è incluso nel percorso di visita e nel biglietto d’ingresso dell’Orto botanico.
Se non vuoi perderti i prossimi articoli, iscriviti alla newsletter.
riproduzione consentita con link a originale e citazione fonte: rivistanatura.com








