Paesaggi che sembrano arrivare dal futuro, colori quasi irreali e infrastrutture che ridisegnano il rapporto tra uomo e natura. Nelle fotografie di Luca Locatelli, la realtà si presenta spesso con l’aspetto di un mondo immaginario. Eppure, ogni luogo ritratto esiste davvero: sono territori, impianti industriali e laboratori in cui si stanno sperimentando nuove soluzioni alle sfide ambientali del nostro tempo.
È questo lo sguardo al centro di Future Studies, la mostra curata da Giada Triola e ospitata alla Leica Galerie Milano dal 2 ottobre 2026 al 16 gennaio 2027. L’esposizione riunisce circa venti fotografie, video e materiali di backstage che ripercorrono quindici anni di ricerca del fotografo e filmmaker pavese, classe 1971, collaboratore di National Geographic e vincitore nel 2021 del Leica Oskar Barnack Award.

“Salt #1” (Senegal, 2021). Palmarin, Delta del Sine-Saloum. Vasche scavate a mano dove l’acqua di mare si trasforma lentamente in sale, una fonte di reddito essenziale per le famiglie locali. L’innalzamento del livello del mare minaccia ora di sommergerle. © Luca Locatelli
Quando la natura incontra la tecnologia
Centrali nucleari dismesse, parchi eolici, serre illuminate artificialmente, impianti geotermici, coltivazioni di alghe e sistemi di riciclo: i soggetti fotografati da Locatelli raccontano un mondo in trasformazione, nel quale l’attività umana modifica gli ecosistemi, ma cerca anche nuove strade per affrontare la crisi climatica.
Il suo lavoro si muove continuamente tra paesaggi naturali e tecnologici, mostrando quanto siano ormai strettamente intrecciati. Ghiacciai e corsi d’acqua convivono idealmente con grandi infrastrutture industriali, coltivazioni controllate e organismi studiati in laboratorio. Non si tratta soltanto di documentare l’innovazione, ma di osservare come questa cambi il nostro modo di abitare e utilizzare il pianeta.
Le immagini colpiscono innanzitutto per la loro forza estetica: composizioni rigorose, prospettive insolite e colori sorprendenti trasformano luoghi reali in scenari che sembrano appartenere alla fantascienza. Ma dietro la bellezza degli scatti si nascondono storie complesse, che riguardano la ricerca scientifica, i modelli produttivi e le conseguenze delle nostre scelte sull’ambiente.

“Nature Power. Photosynthesis. Microscope #1” (Italia, 2023). Una pianta acquatica al microscopio: il processo che trasforma la luce in ossigeno e zuccheri, osservato alla scala di una singola foglia. © Luca Locatelli
Fotografare i futuri possibili
Future Studies non è dedicata a un unico progetto, ma costruisce una sorta di atlante del presente attraverso esperimenti e trasformazioni già in corso. Tra le immagini inedite figura una selezione del progetto Zeeland – Anatomy of a Living Delta, realizzato nel 2026 nella regione olandese della Zelanda, un territorio in cui il rapporto tra terra e mare è particolarmente significativo.
La mostra invita così a interrogarsi sul ruolo della tecnologia nella ricerca di un equilibrio più sostenibile. Fino a che punto l’innovazione può contribuire a riparare i danni prodotti dallo sviluppo industriale? È possibile ripensare la crescita in un mondo dalle risorse limitate? E come possiamo imparare a considerare la natura non soltanto come una risorsa da sfruttare, ma come un sistema da comprendere?

“Algae #1” (Islanda, 2022). VAXA, Hellisheiði. Microalghe coltivate indoor utilizzando l’elettricità, il calore e l’anidride carbonica dell’adiacente centrale geotermica. © Luca Locatelli
Per la curatrice Giada Triola, il valore del lavoro di Locatelli sta proprio nella capacità di raccontare questioni complesse attraverso immagini che attirano lo sguardo e spingono a osservare più a fondo. La fotografia diventa così uno strumento per rendere visibili processi spesso difficili da comprendere, mostrando le contraddizioni e le opportunità che accompagnano il cambiamento.
Anche il metodo di lavoro del fotografo riflette questa ambizione. Ogni immagine nasce da una ricerca approfondita, che prosegue durante le riprese e si sviluppa attraverso diversi linguaggi, dalla fotografia al video. L’obiettivo non è isolare un singolo paesaggio, ma inserirlo in una narrazione più ampia, capace di mettere in relazione ambiente, società e innovazione.
Il titolo della mostra riprende il progetto Future Studies con cui Locatelli ha ottenuto il Leica Oskar Barnack Award nel 2021. A distanza di cinque anni, il percorso milanese torna su quella ricerca per mostrare quanto il futuro sia già presente intorno a noi: nei territori che cambiano, nelle tecnologie che sperimentiamo e nelle scelte con cui decidiamo di trasformare il nostro rapporto con il pianeta.
Informazioni
Future Studies. Dalle frontiere del cambiamento, immagini di futuri possibili
- Fotografo: Luca Locatelli
- Curatela: Giada Triola
- Dove: Leica Galerie Milano, via Giuseppe Mengoni 4, 20121 Milano, all’angolo con piazza del Duomo.
- Quando: dal 2 ottobre 2026 al 16 gennaio 2027
- Ingresso: gratuito
- “Vacuum #1” (Olanda, 2025). MESA+ Institute, Università di Twente. Un sistema ad altissimo vuoto in cui nuovi materiali vengono sviluppati. © Luca Locatelli
- “Pigment #1” (Olanda, 2025). Microalghe in un bioreattore di laboratorio, dove luce e nutrienti vengono regolati per modulare i pigmenti prodotti dalle cellule. © Luca Locatelli
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