Il nuovo rapporto della Commissione generale della FAO per la pesca nel Mediterraneo e nel Mar Nero “The State of Mediterranean and Black Sea Fisheries (SoMFi) 2025” (scarica qui il documento) evidenzia progressi significativi in termini di sostenibilità e recupero di stock ittici fondamentali.
Sebbene la sostenibilità della pesca in questi mari continui a destare preoccupazione, la quota di stock sovrasfruttati è scesa ai livelli più bassi registrati negli ultimi dieci anni, in concomitanza con la rapida espansione dell’acquacoltura, che diventa una importante fonte di alimenti acquatici nella regione.
Il rapporto è stato elaborato con il contributo di oltre 700 esperti regionali ed è stato pubblicato dalla Commissione generale per la pesca nel Mediterraneo (GFCM) della FAO.
Nel loro insieme, pesca e acquacoltura hanno prodotto 2,06 milioni di tonnellate di alimenti acquatici e sostenuto 1,17 milioni di posti di lavoro.
«Gli stock ittici non si trovano ancora nelle condizioni ottimali che auspichiamo, ma stanno iniziando a riprendersi grazie a misure di gestione guidate dalla scienza e a un forte coinvolgimento delle parti interessate. Al tempo stesso, l’acquacoltura, se sviluppata in modo responsabile, sta dimostrando di poter contribuire a soddisfare la futura domanda di alimenti acquatici» ha affermato Manuel Barange, Vicedirettore generale e Direttore della Divisione della pesca e dell’acquacoltura della FAO.
Le specie soggette a piani di gestione
Progressi tangibili si registrano per diverse specie commerciali di rilevanza strategica. Una marcata riduzione della mortalità da pesca è evidente, in particolare, per triglie e gamberi rossi giganti.
Le specie soggette a specifici piani di gestione mostrano un recupero superiore alla media:
- nel Mar Adriatico, la sogliola comune ha registrato dal 2019 una riduzione della mortalità da pesca del 42% e un incremento della biomassa del 64%;
- nel Mar Nero, il rombo ha evidenziato una diminuzione dell’86% della mortalità da pesca e un aumento della biomassa del 310% rispetto al 2013.
- Al contrario, gli stock di sardina sono stati interessati a un sovrasfruttamento prolungato e continuano a mostrare segnali di riduzione della biomassa.
- Il nasello europeo, pur a fronte di una diminuzione del 38% della mortalità da pesca dal 2015, presenta soltanto segnali modesti di recupero della biomassa, con una forte variabilità tra le diverse sottoregioni.
L’acquacoltura traina crescita e innovazione
Per la prima volta, questa edizione del rapporto SoMFi offre un’analisi approfondita dell’acquacoltura nei mari esaminati, delineando un settore in rapida espansione. Considerando anche la produzione in acque dolci, l’acquacoltura fornisce quasi 3 milioni di tonnellate di alimenti acquatici.
La produzione risulta fortemente concentrata su un numero limitato di specie, con orata (34,5% del totale) e spigola (29,7%) in testa.
Tuttavia, restano aperte sfide rilevanti: il settore dell’acquacoltura deve ridurre il suo impatto ambientale e garantire pratiche adeguate per la salute animale e la biosicurezza, rafforzare la propria accettabilità sociale, in un quadro normativo ancora complesso e frammentato.
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