Il Montalbo, situato in provincia di Nuoro, nella Sardegna centro orientale, è una cresta calcarea lunga 13 km. Ricade nei comuni di Lula, Lodè e Siniscola e proprio in quest’ultimo rientra l’itinerario di cui parliamo oggi.
Il sole inizia ad avvicinarsi all’orizzonte, colorando d’oro il monte Tepilora e le creste del Goceano in lontananza.
Lasciamo le auto a pochi passi dal ripido sentiero di iscala ventosa, la cui esposizione al vento di maestrale rende chiarissimo il motivo del toponimo. La pietraia scoscesa si snoda lungo il versante nord occidentale della montagna, tra piante di ferula, cardi e santolina.
Le erbe montane invadono i nostri sensi con colori e profumi che rendono più piacevole la fatica. Il grido dei gheppi appena involati dagli alti e inaccessibili nidi di roccia ci ricorda ancora una volta la nostra condizione di ospiti in un ambiente a noi estraneo e ci obbliga alla discrezione che si dovrebbe usare nei confronti dei padroni di casa. Una sosta silenziosa di tutto il gruppo ci permette di ammirarli in tutto il loro splendore. Pochi metri più avanti, al grido dei rapaci si unisce quello dei gracchi corallini. Questi meravigliosi corvidi dal piumaggio nero lucido impreziosito da becco e zampe rosso vivo (da cui il nome comune) sono rarissimi in tutta la Sardegna, ma osservabili al Montalbo con una certa facilità. Il verso caratteristico e le dimensioni inferiori li fanno distinguere dai più comuni corvi imperiali anche a grande distanza. Osserviamo questo ennesimo omaggio sentendoci spettatori privilegiati davanti al miracolo della natura.
- © Bobore Frau
- © Bobore Frau
- © Bobore Frau
Raggiungiamo la cima, Punta Cupeti, in piena “ora blu”. Il mare osservato dai 1029 metri di questo gigante calcareo sembra fondersi col cielo, regalandoci una breve vertigine di euforia. Poco sotto la vetta, un antico pinnettu, traccia del pastoralismo ben radicato nell’economia del luogo, ci offre riparo dal vento, mentre consumiamo la cena e osserviamo il cielo stellato di agosto, lontano dall’inquinamento luminoso dei centri abitati e dal caos delle spiagge.
Il nostro satellite più bello inizia a illuminare lo spoglio paesaggio carsico della vetta e la definizione di “paesaggio lunare” non ci è mai sembrata così adatta. Iniziamo la discesa seguendo un percorso ad anello che attraverso iscala’e su tassu ci riporterà alle auto. Le stelle cadenti e il canto delle civette accompagnano i nostri passi. Sotto di noi i paesi costieri di Siniscola, Posada e la Caletta. Le fresche temperature notturne ci fanno apprezzare ancora di più i profumi della campagna, che in questa tregua dal caldo torrido sembra respirare di vita nuova.
Completiamo l’escursione con le gambe stanche e nuovi desideri da inseguire.
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