C’è un motivo in più per visitare quest’estate il Giardino Botanico Alpino Viote, situato a oltre 1500 metri di quota sul monte Bondone, appena sopra Trento. Fino al 4 ottobre, infatti, presso il bellissimo spazio che fa parte della rete del Museo delle Scienze di Trento (MUSE) – e che ospita oltre 1000 piante rare provenienti da tutto il mondo – è allestita la mostra fotografica “Lo sguardo dell’altro”, venticinque immagini di grande formato del fotografo Bruno D’Amicis.
D’Amicis, attivo da oltre vent’anni nella documentazione della fauna selvatica e della conservazione ambientale, è uno dei fotografi naturalisti più apprezzati d’Italia, vincitore di vari premi internazionali tra cui il World Press Photo e il Wildlife Photographer of the Year. I suoi progetti raccontano soprattutto il rapporto tra essere umano e natura, con particolare attenzione agli ecosistemi dell’Appennino e ai grandi carnivori. Anche nelle foto esposte al Giardino Botanico Viote i protagonisti sono gli abitanti più elusivi delle nostre montagne: ci sono orsi, lupi e l’elusivo gatto selvatico, ma anche piccoli anfibi come la salamandra di Aurora e il mastino maremmano abruzzese con il suo caratteristico collare spinato anti-lupo.
«Volevo mostrare la straordinaria diversità della natura italiana, ma soprattutto raccontare ciò che accade quando due specie si incontrano» ha raccontato D’Amicis a Jacopo Mustaffi in una bella intervista sul blog del Muse. «Oltre all’emozione, c’è comprensione, empatia e, in fondo, coesistenza. Durante questi incontri ho avuto la sensazione di poter entrare, anche solo per un attimo, nell’intimità di altre forme di vita».
Dietro ogni scatto ci sono ore di attesa, pazienza e immersione nella natura. D’Amicis, esperto conoscitore del comportamento animale, ha viaggiato per Alpi, Appennini e isole, cercando con discrezione e attenzione le piccole e grandi creature che popolano le montagne italiane e che si trovano a coesistere con la nostra specie.
Sempre nell’intervista rilasciata a Mustaffi, D’Amicis racconta a proposito di una foto che ritrae un lupo: «Dopo ore di appostamento e mimetizzazione, il giovane lupo si è voltato nella mia direzione. Nel suo sguardo non c’era paura, ma curiosità. In quei momenti non sei più soltanto uno spettatore: entri a far parte della scena. È un privilegio, ma anche una responsabilità, perché significa sapere quando fermarsi e rispettare i limiti dell’animale. In tutte le situazioni presenti in mostra non c’è mai stata una fuga da parte dell’animale, ed è una cosa di cui vado orgoglioso». Tra gli obiettivi di D’Amicis, anche quello di mostrare quanta bellezza è ancora presente nel nostro Paese e quanto sia a portata di mano: «Con pazienza, sensibilità e conoscenza, tutti possono imparare a sentirsi parte di questo grande racconto».
La mostra fa parte di un programma che MUSE e Giardino botanico alpino Viote dedicano al tema della coesistenza e che porterà fino al Coesistenza Festival nel mese di settembre. Tutto il programma di attività al Giardino Botanico, che prevede laboratori, giornate a tema, visite guidate, è disponibile su www.muse.it e scaricabile a questo link.
Informazioni
“Lo sguardo dell’altro – Mostra fotografica di Bruno D’Amicis”
- Giardino Botanico Alpino Viote del Monte Bondone (TN)
- Fino al 4 ottobre 2026
- Orari di apertura del Giardino: luglio e agosto 9-18, settembre e ottobre 9-17
- © YumeVision / MichelePurin
- © YumeVision / MichelePurin
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