Sono molte le famiglie che al giorno d’oggi si trovano in una condizione di fragilità sociale e che accolgono, in casa, un animale domestico.
Non basta semplicemente l’amore per far vivere bene un animale, servono anche le cure costanti e i controlli, che spesso però hanno costi troppo elevati da sostenere. Da qualche settimana, a Roma, è stato inaugurato il primo ambulatorio veterinario sociale della città.
Tutto questo è divenuta realtà grazie alla LAV, Lega Anti Vivisezione ETS, in collaborazione con la Comunità di Sant’Egidio.
«La sinergia tra LAV e Comunità di Sant’Egidio è molto importante per salvaguardare il prezioso legame che unisce le persone ai loro animali e concretizzare il principio di One Health. Prendersi cura di un animale richiede molte risorse, non solo economiche, e spesso le persone con difficoltà non possono più far fronte a tutto ciò di cui i loro cani e gatti necessitano, arrivando persino a rinunciare ad essere curati pur di non lasciare soli i loro quattrozampe» ha commentato Gianluca Felicetti, il presidente della LAV, durante l’inaugurazione.
Garantire le cure
Secondo le stime effettuate, saranno in 400 le persone che potranno usufruire del servizio durante il primo anno di apertura del centro, con una spesa che si aggirerà tra gli 80 ed i 100mila euro. Importi che si aggiungono ai 170mila euro necessari per l’attivazione dell’ambulatorio.
«L’ambulatorio che offrirà visite, interventi e cure gratuite è un presidio veterinario che garantirà agli animali il diritto alla cura: un punto di approdo concreto delle attività che LAV porta avanti da anni in collaborazione con Sant’Egidio per non lasciare soli gli anziani soli e le famiglie che condividono la propria vita con un cane o un gatto», ha riferito Alessandra Ferrari, responsabile dell’area animali familiari LAV. La Lega Antivivisezione e la comunità di Sant’Egidio hanno instaurato un rapporto di cooperazione durante il lockdown, quando le due realtà hanno iniziato ad aiutare famiglie che avevano bisogno di nutrire gli amici a quattro zampe, di farli visitare, portarli in giro.
Assicurare l’accesso alle cure mediche non solo tutela gli animali, ma incoraggia anche la salute delle persone con cui essi vivono.
Un nuovo traguardo
Un passo importante verso il futuro, nella speranza che questa buona pratica possa essere presa come modello anche da parte delle istituzioni, per rispondere efficacemente all’esigenza sociale e rafforzare gli esempi positivi che fra gli altri, la regione Piemonte e i comuni di Milano e Modena hanno già iniziato a realizzare.
A dichiarare la soddisfazione per questo obiettivo raggiunto era presente anche l’assessora capitolina al sociale Barbara Funari. «Speriamo che altre città d’Italia possano ora seguire l’esempio virtuoso avviato dalla Lav nella Capitale per offrire aiuti concreti anche a tanti anziani che non possono privarsi dell’affetto del loro animale che considerano un membro della propria famiglia e che rappresenta un valido supporto anche contro la solitudine» ha sostenuto Funari.
L’ospedale di veterinaria sociale si trova in viale Regina Margherita, presso la sede della Lav.
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