Le proprietà della canapa (Cannabis sativa) in campo medico sono studiate e note da tempo, in quanto le sue foglie contengono alcune sostanze psicoattive, tra le quali la principale è il THC. A livello terapeutico, la pianta può essere utile per diverse applicazioni: contro il dolore, la spasticità e diversi sintomi che non si risolvono con i farmaci tradizionali. La cannabis terapeutica in Italia è disponibile dal 2006 per uso medico e dal 2013 è possibile ottenere la prescrizione per un farmaco derivato dalla Cannabis per ridurre la spasticità dovuta a sclerosi multipla.
Un potenziale biomedico inesplorato
Gli scienziati dell’Università di Stellenbosch, in Sudafrica, hanno scoperto per la prima volta una rara classe di composti vegetali, i flavoalcaloidi, nelle foglie di cannabis. Utilizzando tecniche avanzate di cromatografia bidimensionale e spettrometria di massa, hanno identificato 79 composti fenolici in tre varietà, 25 dei quali non erano mai stati segnalati prima nella cannabis. Questa sorprendente scoperta evidenzia la complessità della pianta e il suo potenziale biomedico inesplorato al di là dei cannabinoidi, aprendo nuove porte alla ricerca e alla medicina.
I composti fenolici, in particolare i flavonoidi, sono ben noti e ricercati nell’industria farmaceutica per le loro proprietà antiossidanti, antinfiammatorie e antitumorali.
La dottoressa Magriet Muller, chimica analitica presso il laboratorio LC-MS della Central Analytical Facility (CAF) dell’Università di Stellenbosch e prima autrice dell’articolo, afferma che l’analisi dei fenoli vegetali è difficile a causa della loro bassa concentrazione e dell’estrema diversità strutturale.
«Sappiamo che la cannabis è estremamente complessa – contiene più di 750 metaboliti – ma non ci aspettavamo una variazione così elevata nei profili fenolici tra solo tre varietà, né di rilevare così tanti composti per la prima volta nella specie. In particolare, la prima evidenza di flavoalcaloidi nella cannabis è stata molto emozionante».
Il Prof. André de Villiers, responsabile dello studio e autore principale dell’articolo, afferma che c’è ancora molto da guadagnare dallo studio della Cannabis, poiché la maggior parte della ricerca in questo campo si è concentrata finora sulle proprietà farmacologiche dei cannabinoidi che influenzano l’umore: «La nostra analisi evidenzia il potenziale medicinale del materiale vegetale della Cannabis, attualmente considerato un rifiuto. La Cannabis presenta un profilo fenolico ricco e unico, non cannabinoide, che potrebbe essere rilevante dal punto di vista della ricerca biomedica».
I risultati della ricerca sono stati pubblicati nell’articolo “Comprehensive two-dimensional liquid chromatographic analysis of Cannabis phenolics and first evidence of flavoalkaloids in Cannabis” sul Journal of Chromatography A.
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